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Sistema di punteggio

Tre punti per vittoria e criteri di parita': scontri diretti, differenza reti, gol fatti

Football pitch markings seen from above in a midnight blue tone, showing the penalty area and the centre circle

Redazione CalcioMap Analisi dei regolamenti dei campionati Aggiornato il

Nel calcio la vittoria vale tre punti, il pareggio uno, la sconfitta nessuno. La somma dei punti ottenuti determina la posizione in classifica, e da quella dipendono titolo, qualificazioni europee e retrocessioni. Quando due squadre chiudono con lo stesso punteggio interviene una sequenza di criteri. Quella sequenza cambia da un campionato all’altro, ed è il punto in cui nascono quasi tutti gli equivoci.

In breve#

  • Vittoria tre punti, pareggio uno, sconfitta zero: vale in tutto il mondo.
  • Il terzo punto è stato introdotto per rendere il pareggio meno conveniente.
  • A pari punti interviene una sequenza di criteri fissata dal regolamento.
  • Serie A e Liga partono dagli scontri diretti fra le squadre appaiate.
  • Premier League e Bundesliga partono dalla differenza reti generale.
  • Lo stesso risultato può quindi produrre classifiche diverse in campionati diversi.
  • Per titolo e retrocessione alcuni regolamenti prevedono uno spareggio.

Cos’è il sistema di punteggio#

Il sistema di punteggio è la regola che converte i risultati delle partite in una classifica. Ogni squadra accumula punti giornata dopo giornata, e alla fine del campionato l’ordine dei punti stabilisce chi vince il titolo, chi accede alle coppe e chi retrocede.

Non è l’unico modo possibile di ordinare un torneo. Alcune competizioni usano la percentuale di vittorie, altre premiano i gol segnati. Il calcio ha scelto i punti perché rendono confrontabili squadre che hanno giocato lo stesso numero di partite, e perché permettono di leggere la classifica in ogni momento della stagione.

La sequenza applicata in caso di parità è invece tutt’altro che uniforme. Ecco come cambia nei principali campionati europei.

Campionato Primo criterio Secondo criterio Terzo criterio Spareggio
Serie A Punti negli scontri diretti Differenza reti negli scontri diretti Differenza reti generale Per titolo e retrocessione
Liga Punti negli scontri diretti Differenza reti negli scontri diretti Differenza reti generale In casi estremi
Premier League Differenza reti generale Reti segnate Punti negli scontri diretti Se il posto è decisivo
Bundesliga Differenza reti generale Reti segnate Punti negli scontri diretti Previsto dal regolamento

Perché la vittoria vale tre punti#

Per gran parte del Novecento la vittoria valeva due punti. Il passaggio a tre è stato adottato prima nei campionati nazionali e poi nelle competizioni internazionali, fino a diventare lo standard mondiale.

Confronto fra il sistema a due punti per vittoria e quello a tre: con due punti una vittoria e una sconfitta valgono quanto due pareggi, con tre punti la vittoria rende di più
Il conto che ha convinto le federazioni. Con due punti rischiare non conveniva: una vittoria e una sconfitta valevano esattamente quanto due pareggi.

Il motivo del cambio è aritmetico prima ancora che sportivo. Con due punti, una squadra che vinceva una partita e ne perdeva un’altra otteneva lo stesso bottino di una che ne pareggiava due. Cercare la vittoria non era premiato, e difendere il risultato era la scelta razionale.

Con tre punti l’equilibrio si rompe. Una vittoria e una sconfitta valgono tre punti, due pareggi ne valgono due. Chi vince guadagna terreno anche perdendo la partita successiva, e questo rende meno conveniente accontentarsi.

  • Effetto voluto. Premiare il gioco offensivo e ridurre il numero di partite bloccate.
  • Effetto collaterale. I distacchi in classifica si allargano, e una squadra che vince molto e perde molto può superarne una più regolare.
  • Effetto sulla lotta salvezza. Con tre punti in palio ogni giornata una squadra di fondo classifica recupera più in fretta. La corsa descritta in come funzionano le retrocessioni resta aperta più a lungo.

Come si legge una classifica#

Le colonne di una classifica sono quasi sempre le stesse, e conoscerle serve a capire cosa il regolamento guarderà in caso di parità.

  • Punti. Il totale accumulato. È l’unico dato che ordina la classifica in prima battuta.
  • Partite giocate. Utile quando una gara è stata rinviata: due squadre a pari punti con un numero diverso di partite non sono nella stessa condizione.
  • Vinte, pareggiate, perse. Il dettaglio da cui derivano i punti.
  • Reti fatte e subite. Il totale dei gol nelle due direzioni.
  • Differenza reti. Reti fatte meno reti subite. È il criterio di parità più usato nel calcio europeo.

La differenza reti misura quanto nettamente una squadra ha vinto le proprie partite. Premia chi domina gli avversari più deboli, e per questo viene considerata un indicatore di forza complessiva. Chi la usa come primo criterio sta dichiarando che conta l’andamento dell’intera stagione, non il singolo confronto.

Le due scuole per separare le squadre a pari punti#

Quando due squadre chiudono con lo stesso punteggio, il regolamento indica una sequenza di criteri. Il primo che le separa decide, e gli altri non vengono nemmeno considerati. Le sequenze usate in Europa si dividono in due famiglie.

Due sequenze di criteri a confronto: la scuola dello scontro diretto usata in Serie A e Liga parte dai risultati fra le squadre appaiate, quella della differenza reti usata in Premier League e Bundesliga parte dal bilancio generale dei gol
Le due scuole. La stessa coppia di squadre, con gli stessi risultati, può finire in ordine opposto a seconda del campionato in cui gioca.

La scuola dello scontro diretto#

La usano Serie A, Serie B, Serie C e Liga. Il primo criterio sono i punti ottenuti nelle partite fra le squadre appaiate, poi la differenza reti in quelle stesse partite, e solo dopo la differenza reti generale.

Il principio è che chi ha battuto la diretta concorrente ha già dimostrato sul campo di valere di più. È un criterio di merito relativo: conta il confronto fra le due squadre, non il loro rendimento contro tutte le altre.

Quando le squadre a pari punti sono più di due si costruisce una classifica avulsa. È una mini-classifica delle sole partite giocate fra loro, letta poi con gli stessi criteri. È il passaggio che genera più confusione, perché una squadra può stare davanti nella classifica generale e dietro in quella avulsa.

La scuola della differenza reti#

La usano Premier League, Bundesliga e Ligue 1, oltre alla maggior parte dei campionati elencati fra gli Altri Campionati Europei. Il primo criterio è la differenza reti generale, poi le reti segnate, e solo in fondo gli scontri diretti.

Il principio opposto: conta come una squadra si è comportata contro tutte le altre, non contro una sola. Due partite su trentotto sono considerate un campione troppo piccolo per decidere una stagione.

Il vantaggio pratico è la leggibilità. La differenza reti è visibile in classifica dalla prima giornata, e ogni tifoso sa in ogni momento chi è avanti. Con gli scontri diretti bisogna invece ricordare i risultati di due partite specifiche.

Perché due scuole e non una#

La divergenza non è casuale né recente. Nasce da due modi diversi di intendere il merito sportivo, e ogni federazione ha scelto quello coerente con la propria tradizione.

Chi parte dagli scontri diretti considera il campionato come una somma di confronti. Se due squadre finiscono appaiate, quella che ha vinto il duello ha già risolto la questione sul campo, e la classifica non deve fare altro che prenderne atto.

Chi parte dalla differenza reti considera il campionato come una prova unica di trentotto giornate. Due partite pesano poco, possono essere state condizionate da un’espulsione o da un infortunio, e giudicare una stagione su quelle sembra arbitrario.

Nessuna delle due impostazioni è più corretta. Cambia però il tipo di squadra avvantaggiata. La prima premia chi sa preparare la partita decisiva, la seconda chi è costante e vince con ampio margine contro le avversarie più deboli.

Quando serve uno spareggio#

Se tutti i criteri lasciano le squadre appaiate e il posto in palio è decisivo, alcuni regolamenti prevedono una partita di spareggio. Non è la norma: si applica solo a titolo, retrocessione e, in certi campionati, qualificazione europea.

In Serie A lo spareggio per il titolo è una gara secca in casa della squadra meglio piazzata secondo la classifica avulsa. Quello per la retrocessione si gioca invece su andata e ritorno, con il ritorno in casa della meglio classificata. In caso di parità si va direttamente ai rigori, senza supplementari.

In Premier League lo spareggio è previsto come ultima risorsa, in gara unica su campo neutro, e solo se il posto assegna titolo, qualificazione o retrocessione. Il funzionamento generale di questo tipo di partite è descritto nella guida su Come funzionano i playoff.

Punti tolti e punti non assegnati#

La classifica non registra soltanto i risultati del campo, ed è la parte che chi segue il calcio da poco fatica a interpretare.

  • Penalizzazioni. Una decurtazione per violazioni amministrative o disciplinari si sottrae al totale e vale come qualsiasi altro risultato negativo.
  • Partite non disputate. Una gara rinviata lascia la classifica temporaneamente irregolare: due squadre a pari punti con un numero diverso di partite non sono confrontabili.
  • Vittorie a tavolino. Quando una squadra non si presenta o schiera un giocatore non in regola, la partita viene assegnata all’avversaria con un punteggio convenzionale.
  • Punti di fair play. Alcuni regolamenti li usano come criterio di parità di ultima istanza, contando cartellini e sanzioni disciplinari.

Le penalizzazioni comminate dopo la fine del campionato hanno effetto sulla stagione successiva e non modificano una classifica già chiusa. Quelle inflitte in corso d’anno invece sì, e possono ribaltare una posizione a poche giornate dalla fine.

Il caso delle partite recuperate#

Una classifica in cui non tutte le squadre hanno giocato lo stesso numero di partite va letta con cautela. Il totale dei punti resta l’ordinamento ufficiale, ma non descrive la situazione reale finché il calendario non si riallinea.

Per questo molte classifiche riportano anche la colonna delle partite giocate, e i commentatori parlano di punti virtuali: il totale che una squadra avrebbe vincendo la gara da recuperare. Non è un dato ufficiale e non compare in nessun regolamento, ma serve a confrontare due squadre in condizioni diverse.

Il rinvio di una partita è previsto per motivi di ordine pubblico, per impraticabilità del campo o per impegni delle nazionali. La data di recupero viene fissata dalla lega, che deve incastrarla in un calendario già pieno.

Il punteggio nei tornei a eliminazione#

Nelle competizioni a eliminazione diretta i punti non esistono: conta solo passare il turno. È il caso della Coppa Italia e delle fasi finali di Champions League, Europa League e Conference League.

Dove invece è prevista una fase a gironi il punteggio funziona come in campionato. La sequenza di parità segue però il regolamento della competizione, non quello dei campionati nazionali. Le coppe continentali usano i criteri stabiliti dalla UEFA, che partono dagli scontri diretti e proseguono con la differenza reti.

Nei tornei per nazionali come i Mondiali FIFA e gli Europei UEFA la fase a gironi assegna punti con lo stesso sistema. I criteri di parità sono fissati dal regolamento del singolo torneo. Anche lì la posizione finale determina l’accesso alla fase successiva.

Domande frequenti#

Quanti punti vale una vittoria nel calcio?#

Tre. Il pareggio ne vale uno per entrambe le squadre, la sconfitta nessuno. Il sistema è uguale in tutti i campionati professionistici del mondo e in tutte le competizioni internazionali.

Non è sempre stato così: per gran parte del Novecento la vittoria valeva due punti. Il terzo è stato aggiunto per rendere meno conveniente accontentarsi del pareggio, come spiegato più sopra.

Cosa succede se due squadre finiscono a pari punti?#

Si applica la sequenza di criteri prevista dal regolamento di quel campionato. In Serie A e in Liga si parte dai punti negli scontri diretti, in Premier League e in Bundesliga dalla differenza reti generale.

Il primo criterio che separa le due squadre decide, e gli altri non vengono considerati. È il motivo per cui la stessa coppia di squadre, con gli stessi risultati, può finire in ordine opposto in due campionati diversi.

Cos’è la classifica avulsa?#

È una mini-classifica costruita con le sole partite giocate fra le squadre a pari punti. Si usa quando le squadre appaiate sono più di due, e si legge applicando gli stessi criteri della classifica generale.

Genera confusione perché l’ordine può ribaltarsi: una squadra può stare davanti nella classifica generale e dietro in quella avulsa, se ha fatto peggio negli scontri con le altre appaiate.

Cos’è la differenza reti e perché conta?#

È il numero di reti segnate meno quelle subite. Misura quanto nettamente una squadra ha vinto le proprie partite, e per questo viene considerata un indicatore del rendimento su tutta la stagione.

Nei campionati che la usano come primo criterio di parità è visibile in classifica dalla prima giornata, quindi ogni tifoso sa in ogni momento chi è avanti. Con gli scontri diretti bisogna invece ricordare i risultati di due partite specifiche.

Si gioca ancora lo spareggio per lo scudetto?#

Sì, dove il regolamento lo prevede. In Serie A è una gara secca in casa della squadra meglio piazzata, e si disputa solo se due squadre chiudono a pari punti al primo posto.

Per la retrocessione il formato è diverso: andata e ritorno, con il ritorno in casa della meglio classificata. In caso di parità si va direttamente ai calci di rigore, senza tempi supplementari.

Una penalizzazione toglie punti già fatti?#

Sì. La decurtazione si sottrae al totale accumulato e appare in classifica come qualsiasi altro dato, di solito segnalata con una nota accanto al punteggio.

Se arriva a stagione in corso può cambiare la posizione finale e portare in zona retrocessione una squadra che sul campo si era salvata. Se arriva dopo la fine del campionato, ha effetto sulla stagione successiva.

Perché in Premier League non contano gli scontri diretti?#

Contano, ma solo dopo differenza reti e reti segnate. La scelta riflette un principio preciso: due partite su trentotto sono considerate un campione troppo piccolo per decidere una stagione intera.

La scuola opposta, seguita in Serie A, parte invece dal presupposto che chi ha battuto la diretta concorrente abbia già dimostrato sul campo di valere di più. Nessuna delle due è più corretta: sono due idee diverse di merito.

I punti valgono anche nelle coppe?#

Solo dove è prevista una fase a gironi. Nelle fasi a eliminazione diretta di Champions League, Europa League e Conference League i punti non esistono: conta esclusivamente passare il turno.

Nella fase a gironi il punteggio funziona come in campionato, ma i criteri di parità sono quelli della competizione e non quelli dei campionati nazionali. Il numero di posti a disposizione di ogni paese dipende invece dal Ranking UEFA.

Fonti e regolamenti ufficiali

I regolamenti possono essere rivisti a ogni stagione: prima di dare per certa una regola conviene verificarla sul documento ufficiale.

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