- 1897 Fondazione
- 41.507 Capienza
- 2011 Inaugurazione stadio
- Torino Sede
Il club
- Fondazione
- 1897
- Citta
- Torino
- Colori sociali
- Bianco e nero a strisce verticali
- Soprannome
- La Vecchia Signora
Lo stadio
- Impianto
- Allianz Stadium
- Comune
- Torino
- Capienza omologata
- 41.507 posti
- Inaugurazione
- 2011
- Proprieta
- Juventus Football Club
La capienza indicata e' quella omologata, non la presenza media: cambia solo dopo lavori o nuove prescrizioni di sicurezza.
Identita
La Juventus e’ una societa’ calcistica di Torino, fondata nel 1897. E’ fra i club piu’ antichi d’Italia ancora in attivita’, e la sua storia coincide in larga parte con quella del professionismo italiano.
Il nome e i colori
Il nome viene dal latino e significa “gioventu'”: la societa’ nacque per iniziativa di alcuni studenti torinesi. Le prime maglie erano rosa. Il bianco e nero a strisce verticali arrivo’ pochi anni dopo, ispirato a una squadra inglese.
Da quel dettaglio cromatico deriva il soprannome piu’ diffuso, “bianconeri”. L’altro, “la Vecchia Signora”, nasce molto piu’ tardi come gioco di parole sul significato del nome.
Il rapporto con la citta’
Torino ospita due societa’ professionistiche, e la rivalita’ cittadina e’ una delle piu’ antiche del campionato. La Juventus ha pero’ un bacino di seguito che va molto oltre il confine comunale, distribuito su tutta la penisola.
Questo elemento pesa in modo concreto. Nella ripartizione dei ricavi da diritti televisivi descritta nella pagina della Serie A, una quota e’ assegnata proprio in base al seguito di pubblico. Non e’ un dato di prestigio: e’ una voce di bilancio.
Perche’ una scheda di club non elenca i giocatori
In questa pagina non troverai la rosa nominale, e la scelta e’ deliberata. I nomi cambiano due volte l’anno, nelle sessioni descritte nella guida alle finestre di trasferimento.
Una pagina che li elencasse sarebbe superata entro l’estate successiva. Quello che resta vero, invece, sono le regole: come si compone una rosa, chi lavora dentro un club, come funziona un settore giovanile. Sono quelle a essere raccontate qui.
Lo stadio
L’Allianz Stadium, aperto nel 2011, sorge nella zona nord di Torino. E’ costruito sull’area che ospitava il precedente impianto cittadino, demolito per far posto al nuovo.
La particolarita’ che conta davvero
Lo stadio e’ di proprieta’ del club. In Italia e’ una condizione rara: la grande maggioranza delle societa’ gioca in impianti comunali, presi in concessione dietro pagamento di un canone.
La differenza non e’ formale. Chi possiede l’impianto incassa direttamente i ricavi del giorno partita, gestisce gli spazi commerciali, programma i lavori senza dover concordare ogni intervento con il proprietario. Chi lo prende in concessione fa il contrario.
L’impianto e’ anche uno dei requisiti verificati al momento dell’ammissione al campionato, come spiegato nella scheda della Serie A. Il criterio riguarda pero’ l’idoneita’ della struttura, non chi ne detiene la proprieta’.
La capienza
La capienza indicata e’ quella omologata, cioe’ il numero massimo di spettatori che l’autorita’ competente autorizza a far entrare. Non e’ la presenza media, che cambia a ogni partita.
Il dato si modifica solo dopo lavori strutturali o nuove prescrizioni di sicurezza. Per questo puo’ essere pubblicato in una scheda: e’ stabile per anni.
Cosa non trovi qui
Il numero di telespettatori non compare in questa pagina. E’ un dato di audience televisiva, dipende dall’emittente e dall’orario, e cambia a ogni singola partita.
Andare allo stadio
Questa sezione risponde alle domande pratiche di chi va allo stadio per la prima volta. Sono informazioni che cambiano di rado, perche’ dipendono dalla struttura dell’impianto e non dal calendario.
Come si raggiunge
L’Allianz Stadium si trova nella zona nord di Torino, fuori dal centro. Le linee di trasporto pubblico che lo servono e i parcheggi disponibili sono indicati sul sito ufficiale del club, insieme alle limitazioni al traffico previste nelle giornate di gara.
Nelle giornate di partita l’area intorno all’impianto e’ soggetta a chiusure decise dall’autorita’ locale. Conviene verificarle prima di mettersi in viaggio: cambiano in base al livello di rischio assegnato all’incontro.
Come sono divisi i settori
La divisione vale per quasi tutti gli stadi italiani. I lati lunghi ospitano tribuna e distinti, con la visuale migliore e i prezzi piu’ alti. I lati corti, dietro le porte, ospitano le curve, dove si concentra il tifo organizzato.
| Settore | Dove si trova | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| Tribuna | Lato lungo, a centrocampo | Visuale migliore, prezzi piu’ alti, postazioni stampa |
| Distinti | Lato lungo opposto o angoli | Buon compromesso fra visuale e prezzo |
| Curve | Dietro le porte | Tifo organizzato, prezzi piu’ bassi, visuale di sfondo |
| Settore ospiti | Angolo separato dal resto | Accesso e servizi distinti, vendita con limitazioni |
Il settore ospiti
Il settore ospiti e’ l’area riservata alla tifoseria della squadra in trasferta. Ha ingressi propri, servizi propri ed e’ fisicamente separato dagli altri settori.
La vendita di quei biglietti segue regole diverse dal resto. L’autorita’ competente puo’ limitarla ai soli residenti di una provincia, subordinarla al possesso della tessera del tifoso o vietarla del tutto, quando l’incontro e’ classificato a rischio.
Le decisioni vengono prese pochi giorni prima della gara e pubblicate dalle due societa’. Per questo qui non compaiono prezzi ne’ modalita’: sarebbero superati alla giornata successiva.
Accessibilita’
Ogni stadio omologato per il professionismo deve prevedere postazioni riservate alle persone con disabilita’. Sono collocate a bordo campo o su piattaforme rialzate, perche’ una visuale da dietro altri spettatori non sarebbe utilizzabile da chi resta seduto.
Il posto riservato da’ di norma diritto a un accompagnatore, spesso senza costo aggiuntivo. La prenotazione avviene attraverso un canale dedicato e non dalla vendita ordinaria, perche’ i posti sono pochi e vanno assegnati.
Molti impianti offrono anche la radiocronaca descrittiva per spettatori ciechi o ipovedenti. E’ un servizio gestito da associazioni in accordo con il club, non una previsione regolamentare.
Albo d'oro
L’albo d’oro di un club e’ fra i pochi dati che non invecchiano: i titoli gia’ vinti restano vinti. Qui sotto trovi le competizioni internazionali, con l’anno di ciascuna affermazione.
Le competizioni UEFA
| Competizione | Anni | Nota |
|---|---|---|
| Coppa dei Campioni | 1985, 1996 | Oggi si chiama Champions League |
| Coppa UEFA | 1977, 1990, 1993 | Antenata dell’Europa League |
| Coppa delle Coppe | 1984 | Competizione poi soppressa |
| Supercoppa UEFA | 1984, 1996 | Vedi Supercoppa Europea |
Nel 1985 la Juventus divento’ la prima societa’ a vincere tutte e tre le principali competizioni europee per club. All’epoca erano Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa UEFA.
Quel primato ha oggi un valore soprattutto storico, perche’ altre societa’ lo hanno raggiunto negli anni successivi. La Coppa delle Coppe non esiste piu’: il suo posto nella gerarchia continentale e’ stato preso dalla Conference League, come spiegato nella guida all’accesso alle coppe europee.
I titoli nazionali
I trofei nazionali sono il campionato di Serie A, la Coppa Italia e la Supercoppa italiana. Il conteggio complessivo non viene riportato qui: cambia quando il club vince un nuovo titolo, ed e’ un numero che va verificato sulle fonti ufficiali indicate in fondo alla pagina.
Va segnalato che due titoli di campione assegnati a meta’ degli anni Duemila sono stati oggetto di provvedimenti sportivi. Le conseguenze di quelle decisioni sono ancora discusse, e i conteggi pubblicati da fonti diverse possono quindi non coincidere.
Le rivalita
Le rivalita’ sono contenuto stabile: nascono da fatti storici o geografici e non cambiano con i risultati. Qui trovi l’origine di ciascuna, non la cronaca dell’ultima partita.
Il derby della Mole
E’ la sfida cittadina con l’altra societa’ di Torino. Si chiama cosi’ dal monumento simbolo della citta’. E’ fra i derby piu’ antichi d’Italia, e nasce dal semplice fatto che due club professionistici condividono lo stesso comune.
Come tutti i derby cittadini, ha un peso che va oltre i tre punti descritti nella guida al sistema di punteggio. Per una parte del pubblico vale piu’ della posizione finale in classifica.
Il derby d’Italia
E’ la sfida con l’Inter. Il nome non nasce dalla geografia, visto che le due societa’ hanno sede in citta’ diverse. Nasce dal fatto che per decenni sono state le due squadre con il maggior seguito nazionale.
La rivalita’ con il Napoli
E’ piu’ recente delle altre e ha origine sportiva, legata alle sfide per il titolo degli anni Ottanta. Con il tempo ha assunto anche una dimensione territoriale, fra nord e sud del paese.
Perche’ contano
Al di la’ del folclore, i derby hanno effetti concreti. Sono gli incontri classificati piu’ spesso a rischio, quelli con le limitazioni piu’ severe alla vendita dei biglietti, e quelli che generano il maggior incasso da botteghino. Il seguito che producono pesa anche sulla ripartizione dei ricavi descritta nella pagina della Serie A.
Organigramma
Questa sezione descrive i ruoli che compongono un club professionistico, non le persone che li ricoprono. Le persone cambiano; la struttura organizzativa e’ pressoche’ identica in tutte le societa’ di vertice.
L’area sportiva
| Ruolo | Quante persone | Di cosa risponde |
|---|---|---|
| Allenatore | 1 | Preparazione, scelte di formazione, gestione del gruppo |
| Vice e collaboratori tecnici | 2 – 4 | Analisi degli avversari, sedute specifiche, sostituzione dell’allenatore quando serve |
| Preparatori atletici | 3 – 5 | Carichi di lavoro, recupero, prevenzione degli infortuni |
| Preparatore dei portieri | 1 – 2 | Lavoro specifico del reparto, separato dal resto della squadra |
| Match analyst | 1 – 3 | Raccolta e lettura dei dati di partita e di allenamento |
| Direttore sportivo | 1 | Operazioni di mercato e rapporti con gli agenti |
I numeri sono indicativi e valgono per un club di prima divisione. Cambiano da societa’ a societa’ e si riducono sensibilmente scendendo di categoria: una squadra di Serie C lavora con uno staff molto piu’ ristretto.
L’area medica
Ogni club professionistico deve disporre di uno staff sanitario. La presenza di un medico e’ un obbligo regolamentare, non una scelta organizzativa: senza, la partita non si gioca.
| Ruolo | Quante persone | Di cosa risponde |
|---|---|---|
| Medico responsabile | 1 – 2 | Idoneita’ sportiva, gestione clinica, presenza obbligatoria in gara |
| Fisioterapisti | 4 – 6 | Trattamenti quotidiani e recupero dagli infortuni |
| Nutrizionista | 1 | Alimentazione e composizione corporea |
| Recupero infortunati | 1 – 2 | Percorso di rientro dopo uno stop lungo |
L’area dirigenziale
Sopra l’area sportiva c’e’ la struttura societaria: consiglio di amministrazione, direzione generale, area amministrativa e finanziaria, area commerciale. E’ questa parte a firmare i contratti descritti nella guida a clausole e contratti.
Risponde inoltre degli indicatori economici che la lega verifica ogni anno. Il regolamento le impone anche due figure obbligatorie. La prima e’ il delegato alla sicurezza, responsabile dell’ordine dentro l’impianto il giorno della partita. La seconda e’ il Supporter Liaison Officer, che tiene i rapporti con i tifosi.
| Area | Quante persone | Di cosa risponde |
|---|---|---|
| Consiglio di amministrazione | 5 – 11 | Indirizzo strategico e responsabilita’ verso i soci |
| Amministrazione e finanza | 10 – 30 | Bilancio, indicatori economici, rapporti con la lega |
| Area commerciale e marketing | 20 – 60 | Sponsor, biglietteria, licenze e ricavi da stadio |
| Delegato alla sicurezza | 1 | Figura obbligatoria: ordine pubblico nel giorno della partita |
| Supporter Liaison Officer | 1 | Figura obbligatoria: rapporti con i tifosi |
L’organico complessivo di un club di prima divisione si misura in centinaia di persone, contro le poche decine di una societa’ di terza divisione. La differenza non e’ solo di prima squadra: e’ di struttura.
Come si compone la rosa
Questa sezione spiega come si compone una rosa, non chi la compone in questo momento. Sono regole, e valgono per qualunque club dello stesso campionato.
I reparti
Una rosa si articola su quattro reparti: portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti. Il numero di giocatori per reparto non e’ fissato da un regolamento, ma segue una necessita’ pratica.
Il vincolo piu’ rigido riguarda i portieri. Uno deve essere sempre in campo, e un club ne tiene almeno tre per coprire infortuni e squalifiche. Gli altri reparti si dimensionano sul modulo di gioco scelto.
La lista
Prima dell’inizio della stagione ogni club consegna alla lega una lista di giocatori impiegabili. Il numero massimo e’ fissato dal regolamento del campionato, e alcuni posti sono riservati a chi e’ cresciuto nei vivai italiani.
Chi resta fuori dalla lista non puo’ scendere in campo, pur restando sotto contratto. E’ uno dei motivi che spingono a chiudere operazioni prima della scadenza della sessione, come descritto nella guida ai tipi di trasferimento.
Convocati e panchina
Per la singola partita l’allenatore sceglie i convocati dalla lista. Undici scendono in campo, gli altri siedono in panchina e possono entrare a gara iniziata.
Il numero di sostituzioni ammesse e’ fissato dal regolamento della competizione. Le finestre in cui effettuarle sono limitate, per evitare interruzioni continue, e i tempi supplementari seguono regole a parte.
I numeri di maglia
Il numero di maglia e’ personale e fisso per tutta la stagione. Non e’ legato al ruolo, con l’unica eccezione tradizionale del portiere. Un giocatore che arriva a stagione iniziata prende un numero libero.
Alcune societa’ ritirano un numero in memoria di un tesserato: quel numero non viene piu’ assegnato. E’ una decisione del club, non una previsione regolamentare.
Settore giovanile
Il settore giovanile e’ un obbligo, non una scelta. Ogni club professionistico deve iscrivere un certo numero di squadre giovanili per ottenere la licenza nazionale.
Perche’ e’ obbligatorio
Il requisito nasce da un ragionamento di sistema: senza vivai il movimento non produrrebbe giocatori, e i club dipenderebbero interamente dagli acquisti. Il criterio e’ verificato ogni anno insieme agli altri requisiti descritti nella scheda della Serie A.
Le seconde squadre
Dal 2018 il regolamento italiano consente ai club di vertice di iscrivere una seconda squadra al campionato di Serie C. La Juventus e’ stata la prima societa’ a usare questa possibilita’.
Lo scopo e’ colmare il salto fra il calcio giovanile e la prima squadra. Un ragazzo trova cosi’ partite fra professionisti senza cambiare societa’. L’alternativa tradizionale resta il trasferimento temporaneo verso un altro club, descritto nella guida a come funziona il calciomercato.
Il ritorno economico
Un giocatore formato in casa e iscritto in lista occupa uno dei posti riservati ai cresciuti nei vivai. Se poi viene valorizzato, genera una plusvalenza: la differenza fra quanto incassa il club e quanto e’ costato.
Esiste inoltre il meccanismo di solidarieta’: quando un giocatore viene trasferito a titolo oneroso, una quota della somma torna alle societa’ che lo hanno formato. Il funzionamento e’ spiegato nella guida al calciomercato.
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