Retrocedere significa passare alla divisione inferiore per aver chiuso il campionato nelle ultime posizioni. È il meccanismo che tiene aperto il sistema: nessuna squadra ha il posto garantito, e ogni anno un certo numero di club scende mentre altrettanti salgono dalla categoria sotto. Quante squadre retrocedono e come vengono individuate cambia da campionato a campionato.
In breve#
- Retrocede chi chiude il campionato nelle ultime posizioni della classifica.
- Il numero di retrocesse è fisso e stabilito prima dell’inizio della stagione.
- Scendono tante squadre quante ne salgono: l’organico resta invariato.
- In alcuni campionati l’ultimo posto si decide con un playout o con uno spareggio.
- Serie A e Premier League retrocedono tre squadre per sola classifica.
- La Bundesliga ne retrocede due e mette la terza contro la seconda divisione.
- Si può scendere anche senza arrivare ultimi: penalizzazioni ed esclusioni contano.
Cos’è la retrocessione#
La retrocessione è il passaggio di una squadra dalla divisione in cui gioca a quella immediatamente inferiore, deciso dal piazzamento in classifica al termine del campionato. È il contrario della promozione, e i due movimenti sono legati: le squadre che scendono liberano i posti occupati da quelle che salgono.
Il principio si chiama sistema aperto, e distingue il calcio europeo dai campionati nordamericani, dove le squadre partecipanti sono sempre le stesse e nessuna può perdere il proprio posto. Nel sistema aperto il rendimento sportivo decide chi resta, e una società storica può ritrovarsi in terza divisione nel giro di poche stagioni.
Le regole non sono uguali ovunque. Ecco come cambiano nei quattro campionati più consultati.
| Campionato | Squadre | Retrocessioni dirette | Spareggio | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Serie A | 20 | Le ultime tre | Nessuno | 3 |
| Premier League | 20 | Le ultime tre | Nessuno | 3 |
| Serie B | 20 | Le ultime tre | Playout fra 17ª e 18ª | 4 |
| Bundesliga | 18 | Le ultime due | 16ª contro 3ª della seconda divisione | 2 o 3 |
Perché le retrocessioni esistono#
Un campionato senza retrocessioni sarebbe un torneo chiuso: le stesse squadre ogni anno, senza conseguenze per chi arriva ultimo. Le federazioni europee hanno scelto l’opposto, e le ragioni sono tre.
- Merito sportivo. Il posto nella divisione superiore si guadagna sul campo e si perde sul campo. Nessuna società ne è proprietaria, per quanto grande sia il suo passato.
- Interesse fino all’ultima giornata. Senza retrocessioni, a metà stagione le squadre di fondo classifica non avrebbero più nulla da giocarsi. La lotta per la salvezza è spesso più seguita di quella per il titolo, perché coinvolge più squadre.
- Accesso dal basso. Il sistema aperto consente a una società di risalire le divisioni fino al massimo campionato. È la stessa scala percorsa in discesa da chi retrocede.
Il sistema aperto è la norma in tutta Europa. Vale per i campionati elencati fra gli Altri Campionati Europei e per ogni livello della piramide, fino ai tornei dilettantistici. Vale anche per l’ammissione alla coppa nazionale, che dipende dalla divisione di appartenenza.
Il costo di questo modello è la sua brutalità economica. Retrocedere significa perdere gran parte dei ricavi da diritti televisivi in un colpo solo, con contratti dei giocatori firmati sulla base delle entrate della categoria superiore. È per questo che quasi tutti i campionati prevedono un contributo di transizione per le squadre appena scese, descritto più avanti.
Chi retrocede e come si legge la classifica#
Il numero di retrocessioni è fissato dal regolamento prima dell’inizio della stagione e non cambia in corsa. Dipende da quante squadre compongono la divisione e da quante ne compongono quella inferiore: i due organici devono restare stabili di anno in anno.
In fondo alla classifica si formano quindi tre fasce, che vale la pena distinguere perché comportano conseguenze diverse.
Quando due squadre chiudono a pari punti in una posizione decisiva, il regolamento indica quale criterio le separa. I criteri variano molto da un campionato all’altro e sono spiegati nella guida sul Sistema di punteggio: in Serie A si parte dagli scontri diretti, in Premier League dalla differenza reti.
Lo scambio con la divisione inferiore#
Retrocessioni e promozioni sono due facce dello stesso movimento. Ogni divisione cede verso il basso lo stesso numero di squadre che riceve dall’alto, e riceve dal basso lo stesso numero che cede verso l’alto.
Quando un campionato decide di cambiare il numero di partecipanti, lo scambio si sbilancia per una sola stagione. Se una divisione passa da venti a diciotto squadre, in quell’anno le retrocessioni saranno più numerose delle promozioni. È un intervento raro, che le leghe annunciano con largo anticipo perché altera i piani economici delle società.
I quattro modelli principali#
Retrocessione per sola classifica#
È il modello più diffuso. Retrocedono le ultime tre della classifica, senza partite aggiuntive. Lo usano la Serie A, la Premier League, la Liga e la Ligue 1.
Il vantaggio è la chiarezza: all’ultimo fischio si sa già tutto, e ogni squadra conosce in ogni momento quanti punti le servono. Lo svantaggio è che una squadra può retrocedere per un solo punto maturato in nove mesi, senza avere una seconda occasione.
Retrocessione con playout#
La Serie B retrocede direttamente le ultime tre, ma l’ultimo posto disponibile si decide con un playout fra la diciassettesima e la diciottesima classificata. Il playout è una sfida di andata e ritorno: perde la categoria chi esce sconfitto dal doppio confronto.
La partita si gioca solo se le due squadre sono vicine in classifica. Se la diciassettesima ha più di quattro punti di vantaggio sulla diciottesima, il playout non si disputa e retrocede direttamente la peggio piazzata. La soglia serve a evitare che un distacco costruito in quaranta giornate venga cancellato in due partite.
Nel doppio confronto la squadra peggio classificata gioca in casa l’andata, e in caso di parità complessiva si salva quella meglio piazzata. Sono gli stessi correttivi dei playoff di promozione, applicati al contrario: chi ha fatto meglio in campionato gioca per non perdere. Il funzionamento generale di questi mini-tornei è nella guida su Come funzionano i playoff.
Spareggio fra due divisioni#
La Bundesliga retrocede direttamente solo le ultime due. La sedicesima affronta la terza classificata della seconda divisione in un doppio confronto, e chi vince gioca l’anno successivo nella divisione superiore.
Il ritorno si disputa in casa della squadra di seconda divisione, come concessione esplicita alla sfidante. In caso di parità si va a supplementari e rigori, senza vantaggi legati alla categoria di appartenenza. È il formato che dà più occasioni a chi viene dal basso e meno certezze a chi sta sopra.
Retrocessione da divisioni a gironi#
La Serie C è divisa in tre gironi geografici, e questo complica il conto. Ogni girone retrocede un certo numero di squadre, ma le posizioni non sono confrontabili fra gironi diversi. L’ultima di un raggruppamento forte può avere più punti della quart’ultima di uno più debole.
Per questo il regolamento prevede playout interni a ciascun girone e, in alcuni casi, il confronto fra le peggiori classificate dei tre. È il modello più articolato e anche quello che cambia più spesso da una stagione all’altra.
Retrocedere senza arrivare ultimi#
La classifica non è l’unico modo per scendere di categoria, ed è la parte che sorprende di più chi segue il calcio da poco.
- Penalizzazione in punti. Una società che viola le regole amministrative può ricevere una decurtazione. Se la penalizzazione arriva a stagione in corso, la squadra può trovarsi in zona retrocessione pur avendo fatto abbastanza punti sul campo.
- Mancata iscrizione. Chi non presenta la documentazione o le garanzie economiche entro la scadenza non viene ammesso al campionato successivo, indipendentemente dal piazzamento.
- Esclusione disciplinare. Le violazioni più gravi comportano l’esclusione dal campionato, con effetto immediato o dalla stagione successiva.
- Fallimento. Quando una società cessa di esistere, il titolo sportivo si estingue. Una nuova società può ripartire dalle categorie inferiori, ma è a tutti gli effetti un soggetto diverso.
In tutti questi casi il posto liberato viene riassegnato. A seconda del regolamento va alla migliore fra le retrocesse sul campo, che viene ripescata, oppure alla migliore fra le squadre che non hanno ottenuto la promozione. Se nessuna delle due strade è praticabile, la divisione parte con una squadra in meno.
Il calendario della salvezza#
La lotta per non retrocedere si concentra nelle ultime giornate, quando i distacchi diventano incolmabili e ogni punto vale doppio. È il periodo in cui i regolamenti mostrano il proprio effetto: dove esiste il playout la corsa continua oltre l’ultima giornata, dove non esiste finisce con il fischio finale.
Le squadre in zona pericolo affrontano anche una seconda scadenza, quella del calciomercato. Una retrocessione probabile cambia le decisioni sui contratti in scadenza e sui prestiti, perché gli accordi firmati per la divisione superiore diventano insostenibili in quella inferiore.
Cosa comporta retrocedere#
Le conseguenze sportive sono immediate, quelle economiche arrivano subito dopo e pesano di più.
Il calo dei ricavi da diritti televisivi è la voce principale, e il salto fra prima e seconda divisione è quasi sempre di un ordine di grandezza. I contratti dei giocatori vengono firmati sulla base delle entrate della categoria superiore, e senza correttivi una squadra retrocessa si troverebbe con un monte ingaggi insostenibile.
Per questo esistono due strumenti. Il primo sono le clausole di retrocessione nei contratti, che riducono automaticamente lo stipendio in caso di discesa di categoria: il meccanismo è descritto nella guida su Clausole e contratti. Il secondo è il contributo di transizione, chiamato anche paracadute, che la lega versa per una o più stagioni alle squadre appena retrocesse.
Una squadra retrocessa perde anche l’eventuale posto nelle coppe continentali conquistato sul campo, sia esso in Champions League, Europa League o Conference League. I criteri di accesso sono spiegati nella guida sull’Accesso alle coppe europee, e prevedono che il club debba giocare nella divisione di riferimento della propria federazione.
Domande frequenti#
Quante squadre retrocedono in Serie A?#
Tre. Sono le ultime tre classificate al termine del campionato, individuate dalla sola classifica: non ci sono playout né spareggi.
Se due squadre chiudono a pari punti nella posizione decisiva, il regolamento della Serie A prevede uno spareggio di andata e ritorno per stabilire chi retrocede. È un caso raro ma previsto, ed è diverso da quanto accade per le posizioni europee, dove si applica invece la classifica avulsa.
Cos’è il playout e in cosa differisce dal playoff?#
Il playout è un doppio confronto fra due squadre in fondo alla classifica per stabilire quale delle due retrocede. Il playoff, invece, assegna una promozione verso l’alto ed è spiegato in come funzionano i playoff.
Il formato è quasi identico, ma i correttivi si ribaltano. Nel playout la squadra meglio classificata si salva in caso di parità complessiva, quindi le basta non perdere. Nel playoff lo stesso vantaggio serve invece a conquistare qualcosa.
Perché in Bundesliga retrocedono solo due squadre?#
Perché il campionato è composto da diciotto squadre invece che venti, e il numero di retrocessioni è proporzionato all’organico. La terza retrocessione non è automatica: la sedicesima gioca uno spareggio contro la terza della seconda divisione.
Quello spareggio può finire in due modi. Se vince la squadra di Bundesliga restano due sole retrocesse, se vince la sfidante diventano tre. È il motivo per cui il numero non è fisso come negli altri campionati.
Si può retrocedere per una penalizzazione?#
Sì. Una decurtazione di punti per violazioni amministrative o disciplinari si applica alla classifica come qualsiasi altro risultato. Può quindi spingere in zona retrocessione una squadra che sul campo si era salvata.
Le penalizzazioni comminate dopo la fine del campionato hanno effetto sulla stagione successiva, quindi non cambiano le retrocessioni già decise. Quelle inflitte in corso d’anno invece sì, e possono ribaltare la classifica a poche giornate dalla fine.
Cosa succede se una squadra retrocessa fallisce?#
Il titolo sportivo si estingue con la società. Il posto nella divisione inferiore non passa a nessun erede automatico. La federazione lo riassegna secondo il proprio regolamento, di solito alla migliore fra le squadre retrocesse sul campo, che viene ripescata.
Una nuova società può ripartire dalle categorie dilettantistiche con lo stesso nome e gli stessi colori. È però un soggetto giuridicamente diverso, e non eredita né il posto né i risultati precedenti.
Quanto costa retrocedere?#
La voce principale è il crollo dei ricavi da diritti televisivi, che fra prima e seconda divisione è quasi sempre di un ordine di grandezza. Gli importi sono indicativi e cambiano a ogni ciclo di vendita: vanno verificati sui documenti ufficiali della lega.
Due strumenti attenuano il colpo. Le clausole di riduzione dello stipendio nei contratti, descritte in clausole e contratti, e il contributo di transizione versato dalla lega per una o più stagioni.
Una squadra retrocessa perde il posto nelle coppe europee?#
Sì. L’accesso alle competizioni continentali richiede che il club partecipi alla divisione di riferimento della propria federazione, quindi una retrocessione fa decadere il posto conquistato sul campo.
Il posto liberato scala alla squadra classificata subito dopo, secondo l’ordine previsto dal regolamento. I criteri completi sono nella guida sull’Accesso alle coppe europee, che spiega anche come il numero di posti per ogni paese dipenda dal Ranking UEFA.
Esistono campionati senza retrocessioni?#
Sì, ma non in Europa. I campionati nordamericani sono a sistema chiuso: le squadre partecipanti sono sempre le stesse e nessuna può perdere il proprio posto, indipendentemente dai risultati.
Il modello europeo è quello aperto, in cui il posto si guadagna e si perde sul campo. È la ragione per cui in Europa una società storica può ritrovarsi in terza divisione, cosa impossibile in un torneo chiuso.