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Come funzionano i playoff

Formati, criteri di accesso e vantaggio della migliore classificata

Football pitch markings seen from above, showing the penalty area and the centre circle

Redazione CalcioMap Analisi dei regolamenti dei campionati Aggiornato il

I playoff sono un mini-torneo a eliminazione diretta che si gioca al termine del campionato regolare per assegnare un posto che la classifica da sola non assegna. Quasi sempre quel posto è una promozione nella divisione superiore. Vi accedono solo le squadre comprese in una fascia di posizioni fissata dal regolamento, subito sotto quelle promosse direttamente.

In breve#

  • Sono un mini-torneo a eliminazione diretta giocato dopo il campionato regolare.
  • Partecipano le squadre appena sotto la zona di promozione diretta, non tutte.
  • Il tabellone non si sorteggia: si costruisce sulla classifica finale.
  • Chi ha chiuso più in alto salta un turno, gioca il ritorno in casa e passa in caso di parità.
  • Tre formati: gara secca, andata e ritorno, finale in campo neutro.
  • Le regole cambiano molto: sei squadre in Serie B, ventotto in Serie C, quattro in Inghilterra, due in Bundesliga.
  • Vincere dà il titolo sportivo, non la promozione automatica: servono anche i requisiti di iscrizione.

Cos’è un playoff nel calcio#

Un playoff è una serie di partite a eliminazione diretta. Si disputa dopo la fine del campionato regolare, cioè dopo che tutte le squadre si sono affrontate fra loro. Serve ad assegnare un posto che la classifica lascia in sospeso: quasi sempre l’ultima promozione disponibile, in alcuni campionati un posto nelle coppe continentali.

La differenza con il campionato è che nel playoff una sola partita persa elimina. La differenza con una coppa nazionale è che gli accoppiamenti non si sorteggiano: dipendono da come si è chiuso il campionato, e chi ha fatto meglio parte avvantaggiato.

Ecco come cambiano le regole nei quattro campionati più consultati.

Campionato Chi partecipa Formato Vantaggi di classifica Parità complessiva Partite per salire
Seconda divisione inglese Dal 3° al 6° posto Semifinali andata e ritorno, finale in campo neutro Solo il ritorno in casa Supplementari e rigori 3
Serie B Dal 3° all’8° posto Preliminare secco, semifinali e finale andata e ritorno Turno saltato, ritorno in casa, parità a favore Passa la meglio classificata 4 o 5
Serie C 28 squadre dai tre gironi Fase di girone e fase nazionale, poi semifinali e finale Turno saltato, ritorno in casa, parità a favore Passa la meglio classificata Fino a 10
Bundesliga 16ª della prima e 3ª della seconda divisione Andata e ritorno Ritorno in casa della squadra di seconda divisione Supplementari e rigori 2

Perché i playoff esistono#

Un campionato a girone unico produce una classifica ordinata. Se le promozioni fossero sempre pari al numero di squadre che le meritano, i playoff non servirebbero. Il problema nasce quando i posti disponibili sono meno, o quando assegnarli in automatico svuoterebbe di interesse l’ultimo terzo della stagione.

Le ragioni per cui una federazione li adotta sono tre.

  • Equità sportiva. Fra la terza e l’ottava di una seconda divisione il divario è spesso di pochi punti, maturati su quaranta partite in cui contano infortuni, calendario ed episodi. Far decidere quel posto da uno scontro diretto è considerato più equo che assegnarlo a chi ha un punto in più. Il modo in cui i punti si accumulano e i criteri che separano le squadre appaiate sono nella guida sul Sistema di punteggio.
  • Ricavi. I playoff prolungano la stagione di tre o quattro settimane e producono partite da dentro o fuori. Una sfida a eliminazione vale molto di più, in diritti televisivi e biglietteria, di una giornata senza posta in gioco.
  • Interesse del pubblico. Con la promozione diretta come unico premio, a metà stagione le squadre fuori dalle prime posizioni non avrebbero più nulla da giocarsi. La fascia dei playoff tiene in corsa dieci o dodici squadre fino all’ultima giornata.

Il rovescio della medaglia è noto: una squadra può dominare per nove mesi, arrivare terza e non essere promossa. È il motivo per cui i regolamenti introducono i correttivi descritti più avanti. Alcuni campionati non usano i playoff affatto. È il caso della Serie A e della maggior parte delle prime divisioni europee: lì titolo e posti europei sono già assegnati dalla classifica.

Chi accede e come si compone il tabellone#

L’ampiezza della fascia dipende da quanti posti restano da assegnare e da quante squadre partecipano al campionato. Dove le promozioni dirette sono due e ne resta una sola, la fascia parte dal terzo posto. Dove la promozione disponibile è una per tre gironi diversi, come in Serie C, la fascia si allarga fino a coinvolgere decine di squadre.

Il tabellone non viene sorteggiato. Gli accoppiamenti si costruiscono in base alla classifica del campionato regolare, secondo il principio per cui chi è arrivato più in alto affronta chi è arrivato più in basso. La Serie B usa il modello a sei squadre. La quinta incontra l’ottava e la sesta incontra la settima, mentre la terza e la quarta saltano il primo turno.

Tabellone dei playoff a sei squadre: la quinta classificata affronta l'ottava e la sesta affronta la settima nel turno preliminare, le due vincenti incontrano terza e quarta in semifinale, e la finale assegna la promozione
Il tabellone a sei squadre. La terza e la quarta entrano direttamente in semifinale: è il primo dei vantaggi riservati a chi ha chiuso meglio il campionato.

I tre vantaggi di chi è arrivato prima#

Un playoff senza correttivi sarebbe iniquo. Trentotto giornate peserebbero quanto una singola partita. Per questo i regolamenti premiano chi ha chiuso meglio il campionato regolare, con tre strumenti che ricorrono quasi ovunque.

  • Ingresso a turno inoltrato. Le squadre nelle prime posizioni della fascia saltano il preliminare: due partite in meno e più giorni di recupero.
  • Ritorno in casa. Nel confronto su due gare la squadra meglio classificata gioca la seconda davanti al proprio pubblico, e affronta gli ultimi minuti sapendo esattamente quanti gol le servono.
  • Parità a proprio favore. Se dopo andata e ritorno il punteggio totale è pari, avanza chi ha chiuso il campionato in posizione migliore, senza supplementari.

Il terzo è il correttivo più pesante, perché trasforma il pareggio in una vittoria. Non tutti i campionati applicano tutti e tre: la combinazione scelta dice quanto quella federazione voglia proteggere il risultato del campionato regolare.

Il percorso, tappa per tappa#

Il tragitto che porta dalla fine del campionato alla promozione ha sempre la stessa forma, indipendentemente da quante squadre siano coinvolte. Cambia il numero di turni, non la logica.

Percorso dei playoff in quattro tappe: turno preliminare in gara secca, semifinali su andata e ritorno, finale su andata e ritorno, promozione soggetta ai requisiti di iscrizione
Dal preliminare alla promozione. La distanza fra chi parte dal primo turno e chi entra in semifinale vale due partite e una settimana di riposo.

I formati di partita#

Tre soli formati coprono quasi tutti i playoff del mondo, e la scelta fra loro non è casuale.

Gara secca#

Si gioca una volta sola, in casa della squadra meglio classificata. Serve dove le squadre coinvolte sono molte e il calendario è stretto, perché dimezza il numero di partite necessarie. In caso di parità dopo novanta minuti alcuni regolamenti prevedono supplementari e rigori, altri fanno passare direttamente la meglio piazzata. È la variante in cui il vantaggio di classifica pesa di più.

Andata e ritorno#

I risultati delle due partite si sommano. In passato la regola dei gol in trasferta premiava chi aveva segnato di più fuori casa in caso di parità. È stata abolita nelle principali competizioni, perché finiva per scoraggiare la squadra di casa nella gara di ritorno. La stessa abolizione è avvenuta nelle coppe continentali, come si legge nelle pagine di Champions League ed Europa League. Oggi la parità si risolve con i supplementari, con i rigori oppure con la classifica.

Finale in campo neutro#

Si gioca in una sede scelta in anticipo, uguale per entrambe le squadre. Toglie il fattore campo e rende la partita un evento unico, con capienza e ricavi molto superiori. Richiede però uno stadio grande e un’organizzazione dedicata, quindi si usa quasi solo per la partita che assegna la promozione.

I quattro modelli principali#

Confronto fra quattro modelli di playoff: quattro squadre nella seconda divisione inglese, sei in Serie B, ventotto in Serie C, due nello spareggio della Bundesliga
Quattro modelli, quattro filosofie diverse: dal minimo indispensabile inglese al torneo di un mese e mezzo della Serie C.

Il modello a quattro squadre#

Nella seconda divisione inglese le prime due salgono in Premier League. Dalla terza alla sesta si giocano l’ultimo posto. Le semifinali sono su andata e ritorno, con la squadra meglio classificata che ospita il ritorno. In caso di parità complessiva si va a supplementari e rigori: qui la classifica non decide. La finale è una gara secca in campo neutro.

Tre partite in tutto per essere promossi. È il modello più imitato in Europa, perché condensa il playoff in due settimane e produce una finale che vale, da sola, quanto un’intera stagione di ricavi. Formule simili si trovano nelle seconde divisioni di quasi tutti i paesi elencati fra gli Altri Campionati Europei.

Il modello a sei squadre#

In Serie B le prime due salgono direttamente in Serie A. Il terzo posto disponibile si assegna con i playoff fra le squadre dal terzo all’ottavo. Il turno preliminare è in gara secca, semifinali e finale si giocano su andata e ritorno, e terza e quarta entrano in semifinale.

Chi parte dal preliminare deve vincere quattro o cinque partite in tre settimane. Chi entra in semifinale ne gioca quattro con due turni di riposo alle spalle. La differenza è deliberata: serve a rendere la terza posizione sensibilmente più preziosa dell’ottava. Il quadro completo delle promozioni e delle retrocessioni di quel campionato è nella pagina della Serie B.

Il modello a gironi multipli#

La Serie C è il caso limite. Il campionato si articola su tre gironi geografici, le vincitrici di ciascuno salgono direttamente e resta un solo posto per tutte le altre. I playoff coinvolgono ventotto squadre e si sviluppano su due fasi.

  • Fase di girone. Riservata alle squadre di ciascun raggruppamento, si articola su due turni.
  • Fase nazionale. Entrano anche le tre terze classificate e la vincitrice della coppa di categoria, che nel frattempo hanno riposato. Anche questa si articola su due turni.
  • Semifinali e finale. Su andata e ritorno, fra le quattro squadre rimaste.

Una squadra partita dal primo turno può arrivare a giocare dieci partite in poco più di un mese per una sola promozione. È il formato più criticato per il carico di calendario, ed è anche quello che più spesso premia una squadra partita da lontano.

Lo spareggio fra due divisioni#

Alcuni campionati non fanno giocare i playoff fra squadre della stessa divisione, ma mettono di fronte le due che stanno ai lati della linea. In Bundesliga la sedicesima della prima divisione affronta la terza della seconda su andata e ritorno. Chi vince gioca l’anno successivo nella divisione superiore.

Il ritorno si gioca in casa della squadra di seconda divisione: è una scelta esplicita a favore della sfidante, per compensare il divario di rosa e di esperienza. In caso di parità si va a supplementari e rigori, senza alcun vantaggio di categoria.

Questo formato è uno spareggio di retrocessione più che di promozione, e il meccanismo generale è descritto nella guida su Come funzionano le retrocessioni.

Quando il playoff non si gioca#

Molti regolamenti prevedono una soglia di punti oltre la quale il playoff decade. In Serie B la soglia vale quattordici punti. Se la terza classificata ha più di quattordici punti di vantaggio sulla quarta, sale direttamente in Serie A e i playoff si giocano solo per le posizioni rimanenti.

La ragione è di equità sportiva. Un divario di quattordici punti maturato in un intero campionato non dovrebbe essere ribaltato in due partite: significherebbe che quaranta giornate valgono meno di centottanta minuti. La soglia è fissata dalla lega e può essere rivista da una stagione all’altra, quindi va verificata sul regolamento ufficiale in vigore.

Lo stesso principio si applica, con soglie più basse, ai singoli accoppiamenti. Dove il regolamento lo prevede, un distacco eccessivo fra le due squadre di un turno fa passare direttamente la meglio classificata, senza che la partita si giochi.

Playoff, playout e spareggi#

I tre termini vengono usati come sinonimi ma indicano cose diverse, e la confusione è la causa più frequente di equivoci.

  • Playoff. Assegna un posto in più verso l’alto: una promozione, o in alcuni campionati una qualificazione europea. I criteri con cui si ottiene un posto nelle coppe continentali sono nella guida sull’Accesso alle coppe europee.
  • Playout. Decide chi retrocede fra le squadre appaiate in fondo alla classifica. Il formato è simile ma la posta è opposta, e i correttivi si ribaltano. In caso di parità si salva la squadra meglio classificata, che quindi gioca per non perdere. Il meccanismo completo è in come funzionano le retrocessioni.
  • Spareggio. Una partita unica fra due squadre a pari punti, prevista quando la classifica non riesce a separarle e il posto in palio è decisivo. Non è un mini-torneo: è una gara sola, di solito in campo neutro.

Cosa succede dopo la vittoria#

Vincere i playoff non equivale automaticamente a essere promossi. La vittoria assegna il titolo sportivo, cioè il diritto di chiedere l’iscrizione al campionato superiore. L’iscrizione vera e propria richiede requisiti economici, fideiussioni e caratteristiche minime dell’impianto, verificati dalla federazione entro un termine fissato.

Una squadra che vince sul campo ma non soddisfa quei requisiti non viene ammessa. Il posto viene allora riassegnato. A seconda del regolamento va alla finalista sconfitta o alla migliore fra le escluse. Può anche restare vacante, e la divisione superiore parte con una squadra in meno.

Se l’esclusione avviene a playoff già iniziati, la griglia si ridisegna. Alcune federazioni annullano le partite giocate e fanno ripartire il turno, altre fanno subentrare la prima delle escluse nella posizione lasciata libera.

Domande frequenti#

Chi accede ai playoff?#

Le squadre comprese nella fascia di posizioni indicata dal regolamento, subito sotto quelle promosse direttamente. Il numero cambia da campionato a campionato: quattro nella seconda divisione inglese, sei in Serie B, ventotto in Serie C.

La fascia non dipende dai punti ma solo dalla posizione: una squadra ottava con pochi punti entra comunque, e una nona con un punto in meno resta fuori. L’unica eccezione riguarda le soglie di distacco, che possono far saltare del tutto il playoff.

Chi passa il turno se andata e ritorno finiscono in parità?#

Dipende dal campionato, ed è la differenza che genera più confusione. In Serie B e in Serie C passa la squadra meglio classificata nel campionato regolare, senza supplementari: il pareggio complessivo equivale a una sua vittoria.

Nella seconda divisione inglese e nello spareggio della Bundesliga si giocano invece supplementari e, se serve, calci di rigore. La regola dei gol in trasferta non è più applicata in nessuna delle due formule, né nelle coppe continentali.

Perché la terza classificata non gioca il primo turno?#

È uno dei tre vantaggi riservati a chi ha chiuso meglio il campionato regolare. Saltare il preliminare significa due partite in meno e più giorni di recupero prima delle semifinali.

Gli altri due vantaggi sono il ritorno in casa e il passaggio del turno in caso di parità. Insieme servono a impedire che una stagione intera valga quanto una singola partita, che è la critica principale rivolta a questo formato.

I playoff possono essere annullati?#

Sì. Quando il distacco in classifica fra le squadre interessate supera la soglia fissata dal regolamento, il posto va direttamente alla squadra meglio piazzata. In Serie B la soglia è di quattordici punti fra la terza e la quarta.

La soglia viene decisa dalla lega e può cambiare da una stagione all’altra. Prima di darla per certa conviene verificarla sul regolamento ufficiale, che trovi fra le fonti in fondo a questa pagina.

Chi vince i playoff è sicuro di essere promosso?#

No. La vittoria assegna il titolo sportivo, cioè il diritto di chiedere l’ammissione alla divisione superiore. L’ammissione dipende anche da requisiti economici, fideiussioni e caratteristiche dello stadio, verificati dalla federazione entro una scadenza.

Se quei requisiti mancano, il posto viene riassegnato alla finalista sconfitta, alla migliore fra le escluse, oppure resta vacante e la divisione superiore parte con una squadra in meno.

Che differenza c’è fra playoff e playout?#

Il playoff assegna una promozione o un posto in più verso l’alto. Il playout stabilisce quale squadra retrocede fra quelle in fondo alla classifica, ed è spiegato nella guida su come funzionano le retrocessioni.

Il formato è quasi identico, ma i correttivi si ribaltano: nel playout la squadra meglio classificata si salva in caso di parità, quindi le basta non perdere.

Quante partite servono per essere promossi dai playoff?#

Da due a dieci, a seconda del campionato e del turno di ingresso. Due nello spareggio della Bundesliga, tre nella seconda divisione inglese, quattro o cinque in Serie B secondo che si entri in semifinale o dal preliminare.

In Serie C una squadra partita dal primo turno può arrivare a dieci partite in poco più di un mese. È il motivo principale delle critiche a quel formato.

Esistono playoff per le coppe europee?#

In alcuni campionati sì. Diverse leghe europee assegnano l’ultimo posto in Conference League con uno spareggio fra le squadre classificate subito sotto la zona europea, invece di darlo direttamente alla classifica.

Il numero di posti disponibili per ogni paese non è fisso: dipende dal Ranking UEFA e dai risultati dei club nelle stagioni precedenti. I criteri completi sono nella guida sull’Accesso alle coppe europee.

Fonti e regolamenti ufficiali

I regolamenti possono essere rivisti a ogni stagione: prima di dare per certa una regola conviene verificarla sul documento ufficiale.

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