Il ranking UEFA è la graduatoria che misura il rendimento di federazioni e club nelle competizioni europee. Non assegna trofei: decide quante squadre ogni paese può iscrivere alle coppe, da quale turno entrano e contro chi vengono sorteggiate. È il motivo per cui il quinto posto in un campionato può valere la Champions League e in un altro non valere nulla.
In breve#
- Esistono due graduatorie distinte: una per federazioni e una per club.
- I punti si guadagnano vincendo e pareggiando le partite europee.
- A questi si sommano bonus per ogni turno raggiunto.
- Il coefficiente di un paese è la media dei punti dei suoi club.
- Il totale si calcola sulle ultime cinque stagioni, che scorrono ogni anno.
- Determina il numero di posti, il turno di ingresso e la fascia di sorteggio.
- Gli effetti arrivano sempre in ritardo: una stagione pesa per un quinto.
Cos’è il ranking UEFA#
Il ranking UEFA è un sistema di punteggio che ordina federazioni e club in base ai risultati ottenuti nelle competizioni continentali. Non è una classifica sportiva nel senso comune: nessuno la vince, e non produce un trofeo.
Serve a rispondere a una domanda amministrativa. Se i posti disponibili nelle coppe sono limitati, quali paesi devono averne di più? La UEFA ha scelto un criterio misurabile: chi ha ottenuto più risultati negli anni precedenti riceve più posti.
Le graduatorie sono due e vanno tenute distinte, perché servono a cose diverse.
| Graduatoria | Riguarda | Determina | Periodo |
|---|---|---|---|
| Coefficiente per federazioni | Il paese | Numero di posti e turno di ingresso | Cinque stagioni |
| Coefficiente per club | La singola squadra | Fascia di sorteggio e teste di serie | Cinque stagioni |
Perché esiste una graduatoria di questo tipo#
Senza un criterio oggettivo, la distribuzione dei posti europei sarebbe una trattativa politica fra federazioni. Il coefficiente sostituisce quella trattativa con un numero, e produce tre effetti che vale la pena distinguere.
- Proporzionalità. I paesi i cui club vanno lontano nelle coppe ricevono più posti, quelli che escono presto ne ricevono meno. Il criterio è il risultato, non la dimensione del mercato televisivo.
- Prevedibilità. Le società conoscono in anticipo quanti posti avrà il proprio campionato, e possono programmare bilanci e mercato di conseguenza.
- Stabilità. Il calcolo su cinque anni impedisce che una singola annata storta cancelli un posto conquistato in un quinquennio.
Il rovescio è che il sistema si autoalimenta. Chi ha più posti manda più squadre, quindi accumula più punti, quindi mantiene più posti. È la critica principale rivolta al meccanismo, e la ragione per cui la UEFA ha introdotto i correttivi descritti più avanti.
Come si calcola#
Il conteggio parte dalle singole partite e sale fino al totale del paese, in tre passaggi.
I punti delle partite#
Ogni club raccoglie punti nelle partite delle competizioni europee: due per una vittoria, uno per un pareggio, nessuno per una sconfitta. A questi si aggiungono bonus per ogni turno raggiunto, che premiano chi va avanti nel torneo.
I valori esatti dei bonus sono fissati dai regolamenti UEFA e vengono rivisti quando cambia il formato delle competizioni. Vanno quindi verificati sul documento ufficiale in vigore, non dati per assodati.
La media per paese#
I punti raccolti da tutte le squadre di una federazione vengono sommati e divisi per il numero di squadre che quel paese ha iscritto. Il risultato è il coefficiente stagionale della federazione.
La divisione è il passaggio più importante e il meno noto. Senza di essa un paese con sette squadre in Europa accumulerebbe sempre più punti di uno con tre, indipendentemente da come vanno le partite. La media misura invece il rendimento medio, e permette a una federazione piccola con due squadre brillanti di salire in graduatoria.
La finestra di cinque stagioni#
Il coefficiente totale è la somma dei cinque coefficienti stagionali più recenti. Ogni anno entra l’annata appena conclusa ed esce la più vecchia.
È la ragione per cui gli effetti arrivano sempre in ritardo. Una federazione può perdere un posto per un’annata negativa avvenuta quattro anni prima. Può anche guadagnarne uno senza aver fatto nulla di speciale, perché è uscita dal conteggio una stagione peggiore.
A cosa serve#
Il numero di posti#
È l’effetto più visibile. I paesi ai primi posti della graduatoria ottengono quattro squadre in Champions League, quelli più in basso due, una, oppure solo un posto nei turni preliminari. Lo schema completo di come quei posti si distribuiscono lungo la classifica è nella guida sull’Accesso alle coppe europee.
Il turno di ingresso#
Le squadre dei campionati meglio piazzati entrano direttamente nella fase principale. Vale per Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1. Quelle di federazioni più basse devono superare turni preliminari a luglio e agosto, con la preparazione appena iniziata e la rosa spesso incompleta.
La differenza pesa più di quanto sembri. Uscire ai preliminari significa perdere l’intera stagione europea, e con essa i punti che avrebbero alimentato il coefficiente dell’anno successivo.
La fascia di sorteggio#
Qui entra in gioco il coefficiente per club, che è personale e non dipende dal paese. Le squadre ammesse alla fase principale vengono divise in quattro fasce secondo il proprio coefficiente, e il sorteggio le accoppia incrociando le fasce.
Stare nella prima fascia significa evitare le altre teste di serie e affrontare avversari mediamente più deboli. È un vantaggio che si autoalimenta: più si va avanti, più punti si accumulano, più si resta in prima fascia l’anno dopo. Lo stesso criterio vale in Europa League e in Conference League.
Il posto in più per rendimento stagionale#
Il coefficiente quinquennale è lento per costruzione, e questo penalizza chi migliora in fretta. La UEFA ha quindi introdotto un correttivo che guarda alla sola stagione in corso.
Le due federazioni con il miglior rendimento nell’annata appena conclusa ricevono un posto aggiuntivo in Champions League. Non conta il ranking pluriennale: conta solo come sono andate le squadre di quel paese in quella stagione, in tutte e tre le competizioni.
Il posto va alla squadra classificata subito dopo quelle già qualificate. Per un paese con quattro posti di base significa che anche la quinta entra in Champions League, con un salto rispetto all’Europa League che le sarebbe spettata.
Chi sale e chi scende in graduatoria#
Il coefficiente non è una fotografia fissa. Nel corso degli anni le posizioni si spostano, e i movimenti seguono schemi ricorrenti che vale la pena riconoscere.
- La federazione che cresce. Uno o due club arrivano ripetutamente alle fasi finali, la media sale, il paese guadagna un posto. Con un posto in più manda una squadra in più, che porta altri punti: il movimento si autoalimenta.
- La federazione che scende. Le squadre escono presto per due o tre stagioni consecutive, la media cala e il posto si perde. Con un posto in meno diventa più difficile recuperarlo.
- Il paese piccolo che sale. Una sola squadra molto forte può spingere in alto la media di una federazione con poche partecipanti, perché il divisore è basso.
- Il paese grande che stagna. Molte squadre che escono nelle prime fasi abbassano la media anche se una arriva in fondo.
Questo spiega perché i campionati che aprono e chiudono la graduatoria cambiano di rado, mentre nella fascia intermedia i movimenti sono frequenti. Le federazioni che ospitano i campionati elencati fra gli Altri Campionati Europei si contendono ogni anno i posti che separano l’accesso diretto dai turni preliminari.
Cosa il coefficiente non misura#
È utile sapere cosa resta fuori dal calcolo, perché spiega diverse anomalie apparenti.
- I campionati nazionali. Vincere la Serie A o la Premier League non porta alcun punto: contano solo le partite europee.
- Le coppe nazionali. Vincere la Coppa Italia dà un posto europeo, ma non punti di coefficiente.
- Le nazionali. Il rendimento agli Europei UEFA o ai Mondiali FIFA non incide sul ranking per club, che è una graduatoria separata.
- Il valore della rosa. Il coefficiente registra risultati, non spesa: una squadra costosa che esce presto raccoglie meno punti di una modesta che va avanti.
Esiste anche un ranking per nazionali, usato per i sorteggi delle qualificazioni e dei gironi dei tornei fra paesi, compresa la Nations League. È un sistema diverso, con regole proprie, e non va confuso con quello per club. Lo stesso vale per la graduatoria mondiale usata nei sorteggi della Coppa America e degli altri tornei continentali.
Come leggere una tabella di coefficienti#
Le tabelle pubblicate dalla UEFA e riprese dai siti sportivi seguono tutte lo stesso schema, e conoscerlo evita gli errori di interpretazione più comuni.
- Le colonne per stagione. Cinque colonne, una per annata, con il coefficiente di quel singolo anno. Sono i numeri che entrano ed escono dalla finestra scorrevole.
- La colonna del totale. La somma delle cinque, ed è il numero che determina i posti. È l’unica colonna che conta davvero.
- La colonna delle squadre. Quante ne ha iscritte quel paese, usata come divisore. Un numero alto qui rende più difficile tenere alta la media.
- La posizione. Quella dell’anno in corso, che però determina i posti di due stagioni dopo, non di quella immediatamente successiva.
Quest’ultimo punto è la fonte di equivoci più frequente. Il coefficiente aggiornato oggi non cambia i posti del prossimo campionato, che sono già stati fissati: agisce su quello dopo. Le squadre che lottano per un piazzamento europeo in Serie A o in Liga competono quindi per posti decisi da risultati ottenuti anni prima.
Il coefficiente e il calciomercato#
Il legame fra ranking e mercato è più stretto di quanto sembri, e agisce in due direzioni.
Un posto in più in Champions League significa ricavi garantiti per una società in più di quel campionato. Quella società può permettersi acquisti che prima non poteva, e le decisioni prese nelle finestre di trasferimento cambiano di conseguenza.
Nella direzione opposta, una squadra che perde la qualificazione europea vede ridursi il proprio potere di trattenere i giocatori migliori. Le clausole contrattuali spesso prevedono adeguamenti legati alla partecipazione alle coppe, e il meccanismo generale è descritto in come funziona il calciomercato.
È la ragione per cui il coefficiente viene seguito con attenzione anche fuori stagione, quando le partite europee sono finite ma le conseguenze economiche stanno per manifestarsi.
Domande frequenti#
Cos’è il ranking UEFA in parole semplici?#
È una graduatoria che misura quanto bene sono andate le squadre di ogni paese nelle coppe europee negli ultimi cinque anni. Chi è più in alto ottiene più posti nelle competizioni.
Non assegna trofei e non ha nulla a che vedere con la classifica del campionato. È uno strumento amministrativo, che serve alla UEFA per distribuire i posti in modo proporzionato ai risultati.
Come si guadagnano i punti del coefficiente?#
Vincendo e pareggiando le partite delle competizioni europee: due punti per una vittoria, uno per un pareggio. A questi si sommano bonus per ogni turno raggiunto.
I valori esatti dei bonus sono fissati dai regolamenti UEFA e cambiano quando cambia il formato delle competizioni. Vanno verificati sul documento ufficiale in vigore, che trovi fra le fonti in fondo alla pagina.
Perché si divide per il numero di squadre?#
Perché senza quella divisione un paese con sette squadre in Europa accumulerebbe sempre più punti di uno con tre, a prescindere dai risultati. La media misura invece il rendimento medio.
È il passaggio che consente a una federazione piccola con due squadre brillanti di superare in graduatoria una grande con molte squadre mediocri. Senza, il ranking premierebbe solo la quantità.
Perché l’Italia può avere cinque squadre in Champions?#
Perché oltre ai quattro posti assegnati dal coefficiente quinquennale esistono due posti aggiuntivi, riservati alle federazioni con il miglior rendimento nella stagione appena conclusa.
Se la Serie A rientra fra quelle due, il posto va alla quinta classificata, che entra in Champions League invece che in Europa League. Lo schema completo è in accesso alle coppe europee.
Cos’è la fascia di sorteggio?#
È il gruppo in cui una squadra viene collocata prima del sorteggio, in base al proprio coefficiente di club. Le fasce sono quattro, e il sorteggio accoppia squadre di fasce diverse.
Stare in prima fascia significa evitare le altre teste di serie e affrontare avversari mediamente più deboli. È un vantaggio che tende a durare, perché chi va avanti accumula punti e resta in prima fascia anche l’anno dopo.
Vincere il campionato dà punti nel ranking?#
No. Il coefficiente registra soltanto le partite giocate nelle competizioni europee. Vincere la Serie A, la Premier League o qualsiasi altro campionato non porta alcun punto.
Il titolo nazionale dà però accesso alla Champions League, e sono le partite giocate lì a produrre i punti. Il campionato conta quindi in modo indiretto, aprendo la porta.
Perché il mio paese ha perso un posto senza motivo apparente?#
Quasi certamente perché è uscita dal conteggio una stagione buona di cinque anni prima, sostituita da una più recente e peggiore. Il totale si aggiorna ogni anno con questo meccanismo scorrevole.
È lo stesso motivo per cui un paese può guadagnare un posto senza aver fatto nulla di speciale nell’ultima stagione. Il ritardo con cui il ranking reagisce è una caratteristica del sistema, non un errore.
Il ranking per club è lo stesso del ranking per federazioni?#
No, sono due graduatorie separate. Quella per federazioni riguarda il paese e stabilisce quante squadre entrano e da quale turno. Quella per club riguarda la singola squadra e stabilisce la fascia di sorteggio.
Una squadra può quindi avere un coefficiente alto pur giocando in un paese con pochi posti, e viceversa. I due numeri si influenzano a vicenda ma restano distinti.