- 1908 Fondazione
- 75.817 Capienza
- 1926 Inaugurazione stadio
- Milano Sede
Il club
- Fondazione
- 1908
- Citta
- Milano
- Colori sociali
- Nero e azzurro a strisce verticali
- Soprannome
- Il Biscione
Lo stadio
- Impianto
- Stadio Giuseppe Meazza
- Comune
- Milano
- Capienza omologata
- 75.817 posti
- Inaugurazione
- 1926
- Proprieta
- Inter e Milan
La capienza indicata e' quella omologata, non la presenza media: cambia solo dopo lavori o nuove prescrizioni di sicurezza.
Identita
Il Football Club Internazionale nasce a Milano il 9 marzo 1908. La data e’ precisa perche’ l’atto costitutivo esiste ed e’ conservato: una serata al ristorante L’Orologio, in piazza Duomo.
Una nascita per separazione
La societa’ non nasce dal nulla ma da una scissione. Un gruppo di soci del club calcistico milanese preesistente se ne ando’ per disaccordo su un punto: la squadra madre voleva limitare i tesseramenti agli italiani, i dissidenti no.
Da qui il nome scelto, Internazionale, e la frase dell’atto di fondazione che parla di una societa’ aperta ai giocatori di ogni paese. Non e’ un dettaglio di colore: e’ la ragione per cui esistono due club a Milano invece di uno, e la radice del derby raccontato piu’ avanti.
I colori
Il nero e l’azzurro furono scelti dai fondatori, alcuni dei quali pittori. L’azzurro per il cielo, il nero per la notte. Il soprannome piu’ usato, il Biscione, viene dal serpente dello stemma visconteo, simbolo antico della citta’.
Che cosa trovi in questa pagina
Le informazioni raccolte qui sono quelle che restano valide nel tempo: l’impianto, la struttura societaria, i vincoli che regolano una rosa, il settore giovanile. Non trovi l’elenco dei giocatori, che cambia nelle sessioni descritte nella guida alle finestre di trasferimento, ne’ la divisione in cui il club gioca in questo momento.
Lo stadio
Lo Stadio Giuseppe Meazza, conosciuto ovunque come San Siro dal quartiere che lo ospita, e’ l’impianto piu’ capiente d’Italia. Fu inaugurato nel 1926.
Un impianto per due societa’
La particolarita’ e’ che lo stadio ospita due club. Inter e Milan vi giocano entrambe le partite interne, alternandosi di giornata in giornata. In Europa e’ una situazione rara ai massimi livelli.
La conseguenza pratica e’ un calendario da incastrare. Le due societa’ non possono giocare in casa lo stesso giorno, e il manto erboso sopporta il doppio delle partite di un impianto normale. Se ne fa carico una societa’ che le due proprieta’ controllano insieme.
Chi ne e’ proprietario
Per quasi un secolo l’impianto e’ appartenuto al Comune di Milano, che lo concedeva in uso alle due squadre. Nel novembre 2025 le due societa’ ne hanno assunto la proprieta’, insieme all’area circostante.
Il passaggio conta piu’ di quanto sembri. Chi possiede l’impianto incassa direttamente i ricavi del giorno partita e programma i lavori senza concordarli con un ente pubblico. E’ la stessa differenza spiegata nella scheda della Juventus, che il proprio stadio lo ha da tempo.
Il progetto legato all’acquisto prevede la costruzione di un nuovo impianto sull’area e la demolizione quasi integrale di quello attuale. Trattandosi di un’opera in corso di definizione, tempi e forma finale vanno verificati sulle fonti ufficiali.
La capienza
Il dato riportato e’ la capienza omologata, cioe’ il massimo autorizzato dall’autorita’ competente. Non e’ la presenza media, che varia a ogni incontro. Si modifica solo dopo lavori strutturali o nuove prescrizioni di sicurezza.
Andare allo stadio
San Siro si trova nella zona ovest di Milano, in un quartiere residenziale servito dal trasporto pubblico. Le domande di chi ci va per la prima volta sono quasi sempre le stesse.
Come si raggiunge
L’impianto e’ collegato alla rete metropolitana e alle linee tranviarie di superficie. Le fermate e i parcheggi disponibili sono indicati sul sito ufficiale del club, che pubblica anche le limitazioni al traffico nelle giornate di gara.
Poiche’ l’impianto ospita due squadre, conviene verificare quale delle due gioca in casa: la segnaletica e i punti di accesso consigliati cambiano di conseguenza.
Come sono divisi i settori
Rispetto allo schema generale, San Siro ha una caratteristica sua: gli spalti sono organizzati su tre anelli sovrapposti. Il numero dell’anello conta quanto il settore, perche’ determina l’altezza e quindi la distanza dal campo.
| Anello | Posizione | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| Primo | A ridosso del campo | Vicinanza massima, visuale piu’ bassa sull’azione lontana |
| Secondo | Intermedio | Il miglior compromesso fra distanza e lettura del gioco |
| Terzo | Il piu’ alto | Vista d’insieme, molto lontano, salita impegnativa |
| Settore ospiti | Anello dedicato, ingresso separato | Vendita soggetta a limitazioni decise di volta in volta |
Il settore ospiti
La tifoseria in trasferta occupa un’area con ingressi e servizi propri, isolata dal resto. La vendita di quei tagliandi non segue le regole ordinarie: puo’ essere riservata ai residenti di una provincia oppure vietata, quando la partita e’ classificata a rischio.
Le decisioni arrivano pochi giorni prima dell’incontro. Qui non compaiono quindi prezzi ne’ modalita’: andrebbero riscritti a ogni giornata.
Accessibilita’
Le postazioni riservate alle persone con disabilita’ sono un requisito di omologazione, non una cortesia del club. A San Siro si trovano a bordo campo, dove la visuale non dipende da chi sta seduto davanti.
Il posto riservato comprende di norma un accompagnatore, e la prenotazione passa da un canale dedicato invece che dalla vendita ordinaria.
Albo d'oro
L’albo d’oro e’ l’unico dato di un club che non invecchia mai per sottrazione: cio’ che e’ stato vinto resta. Di seguito le competizioni internazionali con l’anno di ogni affermazione.
Le competizioni UEFA
| Competizione | Anni | Nota |
|---|---|---|
| Coppa dei Campioni | 1964, 1965 | Le due affermazioni consecutive degli anni Sessanta |
| Champions League | 2010 | Stessa competizione, nome nuovo: vedi Champions League |
| Coppa UEFA | 1991, 1994, 1998 | Antenata dell’Europa League |
Il 2010 ha un significato particolare: nella stessa stagione il club vinse coppa nazionale, campionato e competizione europea. E’ un’impresa riuscita a pochissime societa’ in Europa, perche’ richiede di reggere tre calendari sovrapposti fino a giugno.
I trofei nazionali
I titoli interni sono il campionato di Serie A, la Coppa Italia e la Supercoppa italiana. Il conteggio complessivo non viene riportato: cresce a ogni nuova vittoria, e va letto sulle fonti ufficiali elencate in fondo.
Va ricordato che alcune assegnazioni di titoli di meta’ anni Duemila derivano da provvedimenti sportivi presi a tavolino. I conteggi pubblicati da fonti diverse possono quindi non coincidere, e la ragione e’ quella.
Le rivalita
Le rivalita’ nascono da fatti, non da risultati: per questo restano stabili nel tempo. Qui trovi da dove viene ciascuna.
Il derby di Milano
La sfida con il Milan e’ l’unico derby al mondo giocato da due squadre nello stesso impianto. Non ci sono trasferte: cambia solo quale delle due e’ ospitata.
L’origine e’ la scissione del 1908 descritta nella sezione sull’identita’. Le due societa’ nascono dalla stessa radice, e questo rende il confronto piu’ stretto di una semplice vicinanza geografica.
Il derby d’Italia
E’ il confronto con la Juventus. Il nome non ha origine territoriale, dato che le sedi sono in citta’ diverse. Nasce dal fatto che per decenni sono state le due societa’ con il seguito piu’ ampio nel paese.
Perche’ hanno un peso concreto
I derby producono l’incasso da botteghino piu’ alto della stagione. Sono anche gli incontri classificati piu’ spesso a rischio, con le limitazioni piu’ severe sulla vendita dei biglietti.
Il seguito che generano influisce inoltre sulla ripartizione dei ricavi descritta nella pagina della Serie A.
Organigramma
Qui sono descritti i ruoli, non le persone che li ricoprono. I nomi cambiano, l’ossatura organizzativa di un club di vertice quasi mai.
Dove si allena la squadra
Il centro sportivo della prima squadra si trova ad Appiano Gentile, in provincia di Como. E’ conosciuto come la Pinetina per il bosco che lo circonda, ed e’ operativo dagli anni Sessanta.
La scelta di collocare il centro fuori citta’ e’ comune ai club di vertice: serve spazio per piu’ campi, alloggi e strutture mediche, e a Milano quello spazio non esiste.
Quante persone ci lavorano
| Area | Quante persone | Di cosa risponde |
|---|---|---|
| Staff tecnico | 6 – 10 | Allenatore, vice, preparatori, allenatore dei portieri |
| Area medica | 8 – 12 | Medici, fisioterapisti, recupero infortunati, nutrizione |
| Area sportiva dirigenziale | 3 – 6 | Direzione sportiva, osservatori, gestione dei contratti |
| Struttura societaria | Alcune centinaia | Amministrazione, commerciale, comunicazione, stadio |
I numeri valgono per un club di prima divisione e sono indicativi. Il regolamento impone inoltre due figure specifiche: il delegato alla sicurezza e il responsabile dei rapporti con i tifosi.
Come si compone la rosa
Un club di questa dimensione lavora con due vincoli che si sommano: quello del campionato nazionale e quello della competizione europea, che non coincidono.
La doppia lista
Alla lega nazionale si consegna una lista di giocatori impiegabili, con posti riservati a chi e’ cresciuto nei vivai italiani. Alla UEFA si consegna una lista diversa, con criteri propri e un numero massimo distinto.
Un giocatore puo’ quindi essere schierabile in campionato e non in Europa, o viceversa. E’ uno dei motivi per cui certe operazioni si chiudono in fretta a ridosso della scadenza descritta nella guida ai tipi di trasferimento.
Il peso del calendario
Chi partecipa alle coppe gioca fino a venti partite in piu’ in una stagione. Questo cambia il modo in cui la rosa viene dimensionata: servono due giocatori affidabili per ruolo, non uno.
Il numero di sostituzioni ammesse e le finestre in cui effettuarle sono fissati dal regolamento di ciascuna competizione, e possono differire fra campionato e coppa.
I numeri di maglia
Il numero e’ personale e resta assegnato per l’intera stagione. Non dipende dal ruolo, salvo la consuetudine del portiere. Chi arriva a stagione avviata riceve un numero fra quelli liberi.
Settore giovanile
Il settore giovanile e’ un requisito per ottenere la licenza nazionale: ogni club professionistico deve iscrivere un numero minimo di squadre giovanili.
Dove crescono i ragazzi
Le squadre giovanili si allenano in un centro dedicato nella periferia milanese, separato da quello della prima squadra. La divisione e’ voluta: i due gruppi hanno esigenze, orari e carichi diversi.
Cosa produce
Un giocatore formato in casa occupa uno dei posti di lista riservati ai cresciuti nei vivai. E’ un vantaggio contabile prima ancora che tecnico, perche’ quel posto altrimenti andrebbe comprato.
Se poi viene valorizzato genera una plusvalenza, cioe’ la differenza fra quanto il club incassa e quanto quel giocatore era costato. Il meccanismo di solidarieta’ descritto nella guida al calciomercato restituisce inoltre una quota alle societa’ che lo hanno formato.
Il percorso verso la prima squadra
Il salto fra giovanili e professionismo resta il passaggio piu’ difficile. Le strade sono due: il trasferimento temporaneo verso un club di categoria inferiore, oppure la seconda squadra iscritta in Serie C, possibilita’ aperta dal regolamento italiano ai club di vertice.
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