I premi individuali sono i riconoscimenti assegnati a un singolo giocatore o allenatore, distinti dai trofei vinti dalle squadre. Alcuni nascono da una votazione, altri da un calcolo su un dato numerico, altri ancora dalla decisione della lega che organizza un campionato. Capire chi assegna un premio è il modo più rapido per capire cosa quel premio misura davvero.
In breve#
- I premi si dividono per soggetto che li assegna, non per prestigio.
- Il Pallone d’Oro è votato da cento giornalisti, uno per paese.
- Il premio della FIFA raccoglie i voti di tecnici, capitani, stampa e pubblico.
- La Scarpa d’Oro non si vota: si calcola moltiplicando i gol per un coefficiente.
- Il capocannoniere di un campionato non vince quasi mai la Scarpa d’Oro.
- Ogni lega assegna premi propri, validi solo dentro quel campionato.
- Nessun premio individuale porta punti al ranking o posti nelle coppe.
Cosa sono i premi individuali#
Un premio individuale riconosce il rendimento di una singola persona in un periodo definito, di solito una stagione o un anno solare. Non è un trofeo sportivo: non si vince sul campo con una partita, ma viene attribuito da un soggetto esterno secondo criteri stabiliti in anticipo.
La differenza con i trofei di squadra è sostanziale. Vincere un campionato dipende dai punti accumulati, secondo le regole descritte nella guida sul Sistema di punteggio. Vincere un premio individuale dipende invece da chi lo assegna e da cosa quel soggetto ha deciso di misurare.
Ecco le quattro famiglie principali, distinte per meccanismo di assegnazione.
| Premio | Chi lo assegna | Come | Cosa misura |
|---|---|---|---|
| Pallone d’Oro | Rivista specializzata, con la UEFA | Voto di cento giornalisti | Il rendimento complessivo della stagione |
| Premio FIFA | La federazione mondiale | Voto di tecnici, capitani, stampa e pubblico | Il giudizio di chi opera nel gioco |
| Scarpa d’Oro | L’associazione delle leghe europee | Calcolo, senza votazione | I gol segnati, pesati per campionato |
| Premi di lega | La lega del singolo campionato | Voto o dati di prestazione | Il rendimento dentro quel campionato |
Perché i premi sono così tanti#
Il numero di riconoscimenti è cresciuto molto negli ultimi decenni, e le ragioni sono tre.
- Nessuno ha l’esclusiva. Non esiste un organismo unico che assegni il premio ufficiale al miglior giocatore. Riviste, federazioni e leghe hanno ciascuna il proprio, e coesistono.
- Ruoli e categorie diverse. Un attaccante e un portiere non sono confrontabili con lo stesso metro, e i premi si sono moltiplicati per coprire ruoli, fasce d’età e categorie.
- Valore commerciale. Un premio genera attenzione, una cerimonia e diritti televisivi. È un prodotto editoriale, oltre che un riconoscimento.
La conseguenza è che due premi possono andare a due persone diverse nella stessa stagione senza che uno dei due sia sbagliato. Misurano cose differenti, con giurie differenti e periodi di riferimento differenti.
I premi votati#
Il Pallone d’Oro#
È il riconoscimento più conosciuto. La giuria è composta da cento giornalisti specializzati, uno per ciascuno dei primi cento paesi della graduatoria mondiale delle federazioni. Ogni votante indica dieci nomi in ordine di merito, scelti da una lista di trenta candidati pubblicata alcune settimane prima.
I dieci nomi ricevono punteggi decrescenti, e la somma determina la classifica finale. Il periodo di riferimento è la stagione, da agosto ad agosto, e non l’anno solare. La scelta fa coincidere il premio con l’arco in cui si giocano campionati e competizioni internazionali.
La struttura del voto spiega perché il premio tende a premiare chi ha vinto molto e con visibilità. Un giornalista che segue un campionato lontano giudica soprattutto quello che ha visto, e le partite più viste sono quelle di Champions League e dei tornei per nazionali.
Il premio della FIFA#
La federazione mondiale assegna il proprio riconoscimento con un meccanismo diverso. Votano gli allenatori delle nazionali, i capitani delle nazionali, una giuria di giornalisti e il pubblico attraverso il sito ufficiale. Le quattro componenti pesano in parti uguali sul risultato.
Il coinvolgimento di tecnici e capitani è la differenza sostanziale. Sono persone che il gioco lo praticano, e il loro giudizio tende a valorizzare aspetti meno visibili di quelli che colpiscono un osservatore esterno.
Perché due premi possono divergere#
Capita che i due riconoscimenti principali vadano a persone diverse nella stessa annata, e non è un’anomalia. Le giurie sono composte in modo differente, i periodi di riferimento non coincidono sempre, e le liste dei candidati sono compilate da soggetti distinti.
Chi cerca il premio definitivo resterà deluso: non esiste. Esistono più risposte alla stessa domanda, prodotte da meccanismi che misurano cose diverse.
Il premio che non si vota#
La Scarpa d’Oro è il riconoscimento europeo per il miglior marcatore, ed è l’unico dei grandi premi a non prevedere alcuna votazione. Il vincitore si determina con un calcolo, e questo lo rende il più prevedibile e il meno discusso.
Si contano i gol segnati nelle partite di campionato e si moltiplicano per un coefficiente legato al livello del campionato secondo il ranking UEFA. I gol delle coppe nazionali, delle competizioni europee e dei tornei per nazionali non vengono conteggiati.
Il coefficiente vale due per i campionati fra i primi cinque della graduatoria, uno e mezzo per quelli dalla sesta alla ventiduesima posizione, uno per tutti gli altri. Le fasce si aggiornano ogni anno insieme al ranking, quindi un campionato può cambiare moltiplicatore da una stagione all’altra.
Capocannoniere e Scarpa d’Oro non sono la stessa cosa#
È l’equivoco più frequente. Il capocannoniere è il miglior marcatore di un singolo campionato, e si determina contando i gol senza alcun coefficiente. La Scarpa d’Oro confronta invece i marcatori di tutti i campionati europei applicando il moltiplicatore.
Ne consegue che il capocannoniere della Serie A o della Premier League può vincere entrambi. Quello di un campionato di fascia bassa vince il primo, ma non ha quasi possibilità sul secondo nemmeno segnando molto di più.
I premi delle singole leghe#
Ogni campionato assegna riconoscimenti propri, validi solo al suo interno. Le categorie ricorrenti sono cinque.
- Miglior giocatore della stagione. Di solito votato, con giurie che variano: tecnici, capitani, giornalisti o una combinazione.
- Miglior portiere. Spesso assegnato su dati di prestazione, come le parate rapportate ai tiri subiti.
- Miglior giovane. Riservato a chi rientra in una fascia d’età fissata dal regolamento.
- Miglior allenatore. Valuta il risultato in rapporto alle attese e alle risorse della squadra.
- Capocannoniere. L’unico determinato da un conteggio puro, senza voti.
Esistono anche premi mensili, premi per il miglior gol e riconoscimenti per singolo ruolo. Il quadro cambia da lega a lega: Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1 hanno ciascuna il proprio elenco, e i criteri non sono confrontabili fra loro.
Anche le divisioni inferiori assegnano i propri riconoscimenti. La Serie B e la Serie C premiano miglior giocatore, miglior portiere e miglior giovane della categoria, con giurie e criteri fissati dalle rispettive leghe. Sono premi meno visibili ma non meno rilevanti per le carriere: sono spesso il primo riconoscimento pubblico di un giocatore che poi sale di categoria.
Perché i premi di lega non si confrontano#
Due riconoscimenti con lo stesso nome ma assegnati da leghe diverse non misurano la stessa cosa. Cambiano la giuria, il periodo, i criteri e il livello degli avversari affrontati.
È l’errore più comune quando si mettono a confronto giocatori di campionati diversi. Il miglior giocatore di un campionato è il migliore rispetto a quel contesto, non in assoluto, e nessun premio di lega è pensato per essere confrontato con quello di un’altra.
I premi nei tornei per nazionali#
Anche le competizioni fra nazionali assegnano riconoscimenti individuali, con una differenza importante: il periodo di riferimento è il singolo torneo, non una stagione.
Ai Mondiali FIFA e agli Europei UEFA vengono premiati il miglior giocatore del torneo, il miglior portiere, il miglior giovane e il capocannoniere. La valutazione riguarda quindi poche partite concentrate in un mese, e questo la rende molto più esposta al caso di quanto non lo sia un premio stagionale.
Lo stesso vale per la Coppa America e per gli altri tornei continentali, e in misura minore per la Nations League, che si sviluppa invece su più finestre nell’arco di due anni.
Le critiche ricorrenti#
I premi votati sono discussi ogni anno, e le obiezioni si ripetono con regolarità. Vale la pena conoscerle, perché aiutano a capire cosa un premio può e non può misurare.
- Il peso della visibilità. Un giornalista giudica soprattutto le partite che ha visto, e le più viste sono quelle delle competizioni internazionali. Chi gioca in un campionato meno trasmesso parte svantaggiato a parità di rendimento.
- Il vantaggio degli attaccanti. I gol sono l’unità di misura più semplice da ricordare. Difensori e centrocampisti difensivi vincono i premi maggiori molto di rado, e non perché rendano meno.
- L’effetto dei trofei di squadra. Chi vince molto con il proprio club raccoglie più voti, anche quando il rendimento personale non è stato superiore a quello di altri.
- La lista dei candidati. È compilata da un soggetto privato, e chi non entra nei trenta nomi non può essere votato, per quanto abbia fatto bene.
I premi calcolati su un dato numerico non hanno queste obiezioni, ma ne hanno una propria: misurano una cosa sola. La Scarpa d’Oro registra i gol e nient’altro, ignorando tutto il resto di quello che un attaccante fa in campo.
Cosa i premi non comportano#
Vale la pena chiarire cosa un premio individuale non produce, perché la confusione è frequente.
- Nessun punto di coefficiente. I premi non incidono sul ranking UEFA né su quello per club.
- Nessun posto nelle coppe. L’accesso alle competizioni europee dipende solo dai piazzamenti delle squadre.
- Nessun effetto sulla classifica. Un premio non porta punti al campionato e non sposta di una posizione la squadra del vincitore.
- Nessun obbligo contrattuale automatico. Molti contratti prevedono però bonus legati ai riconoscimenti individuali, come descritto in clausole e contratti.
L’effetto pratico più concreto è sul mercato. Un riconoscimento internazionale aumenta la valutazione di un giocatore e la sua capacità di trattativa. Le conseguenze si vedono nelle operazioni descritte in come funziona il calciomercato e nelle finestre di trasferimento.
Domande frequenti#
Chi vota il Pallone d’Oro?#
Una giuria di cento giornalisti specializzati, uno per ciascuno dei primi cento paesi della graduatoria mondiale delle federazioni. Sono selezionati dalla rivista che organizza il premio in base alla loro esperienza nel calcio internazionale.
Ogni votante indica dieci nomi in ordine di merito, scelti da una lista di trenta candidati. I dieci ricevono punteggi decrescenti, e la somma di tutti i voti determina la classifica finale.
Che periodo considera il Pallone d’Oro?#
La stagione, da agosto ad agosto, e non l’anno solare. Il cambiamento serve a far coincidere il premio con l’arco temporale in cui si giocano davvero campionati e competizioni internazionali.
Prima di questa modifica il premio copriva l’anno solare, e finiva per mettere insieme la seconda metà di una stagione con la prima metà di quella successiva. La valutazione risultava spezzata a metà di due annate diverse.
Come funziona la Scarpa d’Oro?#
Non si vota: si calcola. Si contano i gol segnati nelle partite di campionato e si moltiplicano per un coefficiente legato al livello del torneo secondo il ranking UEFA.
Il moltiplicatore vale due per i campionati fra i primi cinque, uno e mezzo dalla sesta alla ventiduesima posizione, uno per tutti gli altri. I gol di coppa nazionale, coppe europee e nazionali non vengono conteggiati.
Il capocannoniere vince sempre la Scarpa d’Oro?#
No, quasi mai se gioca in un campionato di fascia bassa. Il capocannoniere è il miglior marcatore di un singolo torneo e si determina contando i gol senza coefficiente.
La Scarpa d’Oro confronta invece tutti i campionati europei applicando il moltiplicatore. Venti gol in Serie A valgono quaranta punti, gli stessi venti in un campionato senza moltiplicatore ne valgono venti.
Perché il premio FIFA e il Pallone d’Oro vanno a persone diverse?#
Perché sono assegnati da soggetti diversi con giurie composte in modo diverso. Il Pallone d’Oro lo votano cento giornalisti, il premio FIFA raccoglie i voti di allenatori e capitani delle nazionali, stampa e pubblico.
A questo si aggiunge che i periodi di riferimento non sempre coincidono e che le liste dei candidati sono compilate separatamente. Non esiste un premio ufficiale unico: esistono più risposte alla stessa domanda.
I premi individuali portano punti o posti nelle coppe?#
No. Non incidono sul coefficiente UEFA, non portano punti in campionato e non danno accesso alle competizioni europee, che dipendono solo dai piazzamenti delle squadre.
Le regole complete su come si ottiene un posto in Europa sono nella guida sull’Accesso alle coppe europee. L’unico effetto concreto dei premi è sul valore di mercato del giocatore e sui bonus previsti dal suo contratto.
Esiste un premio per il miglior portiere?#
Sì, a più livelli. La cerimonia del Pallone d’Oro ne assegna uno dedicato, la FIFA ha il proprio, e quasi ogni lega premia il miglior portiere del proprio campionato.
I criteri variano molto. Alcuni sono votati come gli altri riconoscimenti, altri si basano su dati di prestazione come le parate rapportate ai tiri ricevuti o le partite chiuse senza subire gol.
I premi dei tornei per nazionali seguono le stesse regole?#
No. Il periodo di riferimento è il singolo torneo e non una stagione intera, quindi la valutazione riguarda poche partite concentrate in un mese.
Ai Mondiali FIFA e agli Europei UEFA si premiano miglior giocatore, miglior portiere, miglior giovane e capocannoniere del torneo. Un campione ridotto rende questi riconoscimenti più esposti al caso rispetto a quelli stagionali.