Calciomap

Cerca nel sito

Serie A

Il massimo campionato di calcio italiano: regolamento, qualificazioni europee, retrocessioni e premi

Football pitch markings seen from above in a blue tone, showing the penalty area and the centre circle

Regolamento

La Serie A è il massimo campionato di calcio italiano. Vi partecipano venti squadre che si affrontano in un girone unico, senza divisioni geografiche, per un totale di trentotto giornate.

Il formato del torneo

Ogni squadra incontra tutte le altre due volte, una in casa e una in trasferta. Il calendario si divide quindi in due parti speculari, chiamate andata e ritorno, ciascuna di diciannove giornate.

Il conto delle giornate di Serie A: venti squadre per diciannove avversarie per due incontri danno trentotto partite a squadra e trecentottanta partite complessive
Da venti squadre a trentotto giornate. Il numero non è una convenzione: discende direttamente dall’organico del campionato.

Il campionato si svolge fra agosto e maggio, con una sosta invernale e alcune pause dedicate agli impegni delle squadre nazionali. Le partite si giocano in giornate distribuite su più giorni, e le squadre impegnate nelle coppe europee giocano anche in settimana.

Il sistema di punteggio

La vittoria vale tre punti, il pareggio uno, la sconfitta nessuno. È lo standard adottato in tutto il mondo, e le ragioni per cui ha sostituito il vecchio sistema a due punti sono spiegate nella guida sul Sistema di punteggio.

I criteri in caso di parità

Quando due o più squadre chiudono con lo stesso punteggio, la Serie A applica criteri diversi a seconda di cosa è in gioco. È una particolarità che distingue il campionato italiano da quelli che usano sempre la stessa sequenza.

Posizione in gioco Come si decide Formato
Primo posto Spareggio Gara unica in casa della meglio piazzata
Retrocessione Spareggio Andata e ritorno, poi rigori
Posizioni europee Sequenza di criteri Scontri diretti, poi differenza reti

Per le posizioni che assegnano un posto europeo la sequenza è fissa. Si applica in quest’ordine: punti negli scontri diretti, differenza reti negli scontri diretti, differenza reti generale, reti segnate in campionato, sorteggio. Il primo criterio che separa le squadre decide, e gli altri non vengono considerati.

Quando le squadre appaiate sono più di due si costruisce una classifica ridotta con le sole partite giocate fra loro. Il meccanismo è descritto nella guida sul Sistema di punteggio, che confronta anche l’approccio italiano con quello di Premier League e Bundesliga.

Chi può iscriversi al campionato

Il piazzamento sul campo non basta. Per essere ammessa al campionato una società deve ottenere la licenza nazionale, che la federazione rilascia dopo aver verificato quattro gruppi di requisiti.

I quattro gruppi di requisiti della licenza nazionale: legali, economico-finanziari, infrastrutturali relativi allo stadio e sportivo-organizzativi relativi a settore giovanile e struttura tecnica
I quattro gruppi di requisiti. Vengono verificati ogni anno prima dell’inizio della stagione, e chi non li soddisfa non viene ammesso.

I requisiti legali riguardano la domanda di ammissione, presentata entro il termine. Comprendono il pagamento di stipendi, ritenute e contributi alle scadenze fissate durante la stagione, e l’assenza di pendenze verso altri club.

I requisiti economico-finanziari si basano su tre indicatori calcolati sui conti della società: l’indicatore di liquidità, quello di indebitamento e quello di costo del lavoro allargato. L’indicatore di liquidità è il rapporto fra attività e passività correnti e deve superare una soglia minima fissata dal manuale delle licenze.

Va inoltre depositata una fideiussione bancaria a prima richiesta, cioè una garanzia che la federazione può escutere senza contestazioni se la società non adempie. L’importo è stabilito ogni anno dal manuale delle licenze e va verificato sul documento in vigore.

I requisiti infrastrutturali riguardano lo stadio: conformità ai criteri fissati, disponibilità giuridica dell’impianto e deposito del questionario sui dati della struttura. I requisiti sportivo-organizzativi impongono un settore giovanile con un numero minimo di squadre e la presenza di figure tecniche e sanitarie tesserate.

Chi non soddisfa i requisiti non viene ammesso, anche se sul campo aveva conquistato il diritto a partecipare. È una delle strade descritte in come funzionano le retrocessioni per scendere di categoria senza arrivare ultimi.

Come si compone la rosa

Ogni club deposita una lista di venticinque giocatori per il campionato. Chi non è in lista resta sotto contratto e si allena con la squadra, ma non può essere schierato fino alla riapertura del mercato.

La composizione della lista dei venticinque: almeno quattro giocatori cresciuti nel vivaio della società, altri quattro cresciuti in un vivaio italiano, i restanti diciassette senza vincoli, più i giocatori under ventidue che non occupano posti
La lista dei venticinque. Gli otto posti vincolati sono lo strumento con cui il regolamento obbliga i club a valorizzare i vivai.

La lista riguarda i giocatori che hanno superato i ventidue anni, e prevede vincoli sulla provenienza.

  • Almeno quattro devono essere cresciuti nel vivaio della società stessa.
  • Altri quattro devono essere cresciuti nel vivaio di un club italiano qualsiasi.
  • I restanti diciassette non hanno vincoli di provenienza.

Un giocatore si considera formato in un vivaio quando è stato tesserato a titolo definitivo per almeno tre stagioni complete in Italia. Il periodo che conta va dalla stagione dei quindici anni a quella dei ventuno, e il requisito resta anche se il giocatore è stato ceduto in prestito.

I giocatori under ventidue non occupano posti in lista e possono essere tesserati senza limite di numero. È l’incentivo con cui il regolamento premia i club che fanno giocare i giovani, e la ragione per cui molte squadre inseriscono in rosa più ragazzi di quanti ne impiegheranno.

La federazione limita inoltre il numero di calciatori provenienti da fuori dell’area comunitaria che un club può tesserare in una stagione. Le quote sono diverse a seconda che il giocatore sia già in Italia o venga acquistato dall’estero.